Coronavirus, in molti non rispettano le restrizioni: il caso dei luoghi di culto (e non solo in Europa)

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:05
Ph Peter Kovalev/Tass

Le restrizioni varate per fermare il Coronavirus colpiscono anche l’aspetto religioso della vita del cittadino. Stop alle celebrazioni, che per loro natura prevedono un assembramento di persone. Ma in diversi luoghi di culto non si rispettano i divieti

Il Coronavirus ha messo in standby anche la vita religiosa delle persone, ma la Chiesa si sta attrezzando (così come hanno fatto tutti coloro che hanno la possibilità di lavorare in smart working). Non si possono celebrare matrimoni, funerali, battesimi, però si può dire messa, purché in presenza del solo parroco e di almeno una persona che si occupi di realizzare un video e di trasmetterlo in rete.

Ed ecco che le funzioni religiose sono sbarcate su internet e sui social è possibile seguire in diretta la celebrazione officiata dalla propria parrocchia di appartenenza o del “cuore”. Oggi scopriremo che nonostante la possibilità di rimanere connessi a distanza offerta dai social, non tutte le Chiese e non tutti i prelati dei Paesi colpiti dall’emergenza stanno rispettando le regole emanate dai loro Governi. Ce ne parla The Guardian.

I luoghi di culto non rispettano le restrizioni, chiese ortodosse aperte in Russia

All’indomani della storica benedizione che Papa Francesco ha impartito in una Piazza San Pietro spettralmente deserta e baciata dalla pioggia, i sacerdoti ortodossi attivi in Russia hanno deciso di aprire le porte dei loro luoghi di culto per officiare le funzioni religiose. Si parla di espressione della libertà religiosa: con questa motivazione i leader della Chiesa Ortodossa hanno spiegato la loro decisione.

Molti fedeli, soprattutto anziani, si sono ammassati per ricevere la comunione nella Cattedrale di Kazan a San Pietroburgo. E non è tutto: all’inizio di marzo nella Cattedrale è stata esposta una reliquia di San Giovanni Battista e l’evento ha richiamato i cittadini, arrivati in gran numero. Le Chiese si sono fatte forti del fatto che secondo loro i sindaci non le avrebbero potute chiudere e che i prelati avrebbero dovuto continuare ad adempiere al loro dovere pastorale, almeno finché non fosse arrivato un ordine specifico dal Cremlino.

Ad ogni modo, nella giornata di ieri il patriarca Kirill ha invitato i fedeli a non visitare le chiese. Il caso dei luoghi di culto aperti in Russia potrebbe aver aggravato la situazione dei contagi da Coronavirus e, di certo, non è l’unico al mondo.

I luoghi di culto non rispettano le restrizioni, non si ferma il rito del cucchiaio: “la Comunione non può infettare chi crede”

In Georgia e Romania si continuano a tenere celebrazioni religiose e si è deciso di non sospender il particolare rito della Comunione, diverso rispetto a quello Cristiano.  La religione ortodossa ha fatto proprio il “rito del cucchiaio”: per mezzo dello stesso cucchiaio– che passa di bocca in bocca- i fedeli ricevono il vino dato loro dall’officiante. Dal momento che la Comunione è una manifestazione della presenza della divinità tra i fedeli, ne consegue che bere dal “Calice della vita” possa solo potare beneficio ai credenti e non essere veicolo di malattie. Questa la motivazione contenuta in un comunicato del Sinodo diffuso nella giornata di lunedì 9 marzo 2020.

In Polonia sono state prese più sagge decisioni. Inizialmente, si era fatto in modo di limitare l’afflusso dei fedeli nelle strutture religiose facendoli accedere a gruppi di 50 persone alle volta. Le restrizioni hanno poi imposto una scrematura portando a gruppi di sole 5 persone. L’arcivescovo Stanislaw Gądecki, capo dell’Episcopato polacco, ha capito la difficoltà del momento e ha incoraggiato i fedeli a utilizzare i mezzi messi a disposizione da internet per pregare e restare in contatto.

Esempi di come le restrizioni anti-Coronavirus non vengano rispettate nei luoghi di culto ce ne sono anche oltreoceano. In Louisiana (Stati Uniti d’America)- scrive The Guardian– sono centinaia i fedeli che domenica hanno partecipando alle funzioni religiose, violando ancora una volta la regola di non creare assembramenti. Pare, nello specifico, che circa 500 persone di tutte le età si siano ritrovate all’interno della Chiesa del Tabernacolo della Vita.

Maria Mento

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