Coronavirus, Vittorio Feltri sbotta: “Basta con discorsi sempre uguali. I virologi? Tutti con un’opinione diversa”

decenni che rompono con la Shoah

Il giornalista di Libero Quotidiano si è scagliato contro le opinioni troppo divergente dei virologi che parlano in televisione. E ha scritto: “Nessuno sa suggerire una cura” 

Da settimane, ormai, il Coronavirus ha monopolizzato l’attenzione dei media italiani. Non si fa che parlare esclusivamente di questa emergenza, in televisione, suoi giornali, e gli argomenti di altra natura sono passati in secondo piano. I medici sono in prima linea e- vista la specificità della loro specializzazione- sono i virologi quelli che più di tutti vengono invitati a fornire un parere professionale.

Vittorio Feltri, direttore di Libero, ha qualcosa da dire ancora una volta sugli strumenti inadeguati con i quali i medici sono stati mandati a combattere contro il virus e sulla massiccia mole di informazioni che ci sono piombate addosso in questi giorni. Il giornalista si è scagliato nuovamente contro i virologi, a suo dire colpevoli di avere opinioni troppo divergenti tra loro e di non fornire alcuna risposta utile alla ricerca di una cura contro il Covid-19.

Vittorio Feltri contro i virologi: “Sono troppi e hanno opinioni tutte diverse”

Devo confessare che, quanto il virus, mi sono antipatici coloro che ne parlano ininterrottamente, le televisioni e i giornali, incluso Libero, che ha perso di vista i fatti della vita per correre dietro al microbo assassino. Non c’ è rete che non dedichi mattinate e pomeriggi e perfino serate all’infezione. Intendiamoci, il fenomeno è drammaticamente importante e va affrontato con dovizia di particolari, ma è uggioso ascoltare sempre le solite prediche. (…)”

Inizia così un pezzo di Vittorio Feltri che- nemmeno a dirlo- parla di Coronavirus. Il giornalista è  polemico e declina quello che ha da dire usando un tono ironico e falsamente minimizzante.

Si parla di quello che è un po’ il clima generale che si respira in Italia in queste ultime settimane: un clima imbevuto di paura, incertezza e confusione. I dati che vengono messi a disposizione dei cittadini sono incerti, sotto molti punti di vista non scientificamente esatti (come il numero relativo ai contagi, sicuramente più alto rispetto ai casi accertati), così come tante e diverse sono le opinioni espresse da chi viene invitato a parlare in televisione.

Mancano i dispositivi sanitari di protezione (soprattutto per medici e infermieri che sono i più pericolosamente esposti), mancano le bare per la Lombardia che ogni giorno piange centinaia di morti. L’Italia si è chiusa e non si sa quando si potrà ripartire, né a livello di contatti sociali né a livello di rilancio finanziario.

Un marasma di dettagli di cui, di certo, non si sta parlando a partire da oggi. Se ne parla da giorni e ancora se ne parlerà. Ma- e questa è la domanda che si pone Feltriin che misura è utile che i mezzi di informazione si soffermino sempre a parlare sempre di cose già risapute?

Vittorio Feltri contro i virologi: “Sono troppi e hanno opinioni tutte diverse”

Lo sfogo di Feltri, che afferma di non chiedere miracoli ma solo un po’ di silenzio, non manca di coinvolgere i virologi:

Ci vorrebbe almeno una pausa. Fateci respirare. L’Italia si è fermata per il nostro bene o il nostro male? Il dubbio è legittimo. Ho scoperto che il nostro Paese amato è pieno di virologi, ciascuno dei quali ha una opinione diversa da tutti gli altri, e nessuno di essi è in grado di suggerire una cura che serva ad evitare il camposanto. Da dove arrivano tutti questi specialisti? Li ho contati, sono una pletora, se ne annoverano in quantità superiore a quella dei virus. (…)”.

Maria Mento