Coronavirus, troppi fondi dal Governo per il Sud? Il sindaco di Gallarate insorge: “Malafede nella ripartizione”

Andrea Cassani, sindaco di Gallarate (Varese), è insorto sulla ripartizione dei fondi destinati alle autonomie locali per l’emergenza Coronavirus. Secondo lui ci sarebbe stata una disparità che danneggia le zone del Nord più colpite

Emergenza Coronavirus: troppi aiuti economici al Sud? Tra le misure economiche straordinarie che Il Governo ha messo in campo per cercare di fronteggiare al meglio questo momento di fermo dell’Italia c’è anche l’erogazione di 400 milioni di euro da distribuirsi nelle mani di 8mila sindaci italiani.

È un sostegno dato a favore dei Comuni economicamente più disagiati, ma secondo il sindaco di Gallarate (Varese) ci sarebbe stata una disparità di trattamento nell’assegnazione dei fondi. Secondo Andrea Cassani– questo il nome del sindaco- non è giusto che al Comune siciliano di Acireale (che conta mille residenti in meno rispetto a Gallarate) vengano erogati fondi pari quasi al doppio di quelli assegnati al Comune varesino. Ce ne parla Meridionews.

Il sindaco di Gallarate contro Acireale, 158mila euro in più assegnati al Comune siciliano: Andrea Cassani fa scoppiare il caso

Acireale, Sicilia: 52mila residenti e 440mila euro di aiuti in arrivo dal Governo. Gallarate, Varese: 53mila residenti e 282mila euro di aiuti in arrivo dal Governo. Tra i due Comuni italiani corre una differenza calcolabile- dovendo parlare di denaro al tempo del Coronavirus– in 158mila euro: tanto è il denaro che entrerà, in più, nelle casse del Comune siciliano per far fronte alle difficoltà alimentari dei cittadini meno abbienti.

Andrea Cassani (Lega), il sindaco di Gallarate, non ci sta e insorge: “Non voglio farne una questione politica, ma non posso non inc*****mi a livello amministrativo. Un conto è essere solidali ma un conto è passare sempre per deficienti”, ha detto il primo cittadino.

Ma secondo quali parametri distribuiti i fondi che lo Stato ha deciso di erogare? Gli aiuti vanno a sostenere maggiormente i territori economicamente più deboli della penisola. Il calcolo per l’erogazione è stato così concepito: per l’80% della cifra conta il numero dei cittadini residenti nel Comune che riceverà gli aiuti, mentre per il restante 20% si tiene conto della distanza tra il reddito pro capite di ciascun Comune e la media nazionale per l’anno di imposta 2017.

A Gallarate spettano meno fondi perché è un Comune più ricco? Secondo il sindaco, che ha citato anche il caso di Ercolano (492mila euro di aiuti), no: la ripartizione dei fondi sarebbe stata fatta senza tenere conto dell’indice di ricchezza/povertà. Vediamo, allora, su quali prove si fondano le sue dichiarazioni.

Il sindaco di Gallarate contro Acireale, risponde il primo cittadino del Comune siciliano: “Il calcolo ha tenuto conto di ricchezza e povertà”

Esiste un’ordinanza che è stata firmata da Angelo Borrelli (Capo Dipartimento Protezione Civile) che- nel caso di Gallarate- non indica alcuna cifra nella casella dedicata alla ripartizione del reddito. La differenza di aiuti economici che il sindaco di Gallarate lamenta dipenderebbe da questo.

Chi difende una ripartizione del genereha scritto Cassaniè evidentemente in malafede e soprattutto non rispetta i propri concittadini. Ci sarà chi dirà che questi soldi non sono equamente divisi tra tutti i cittadini; fatto sta che il criterio utilizzato per la ripartizione è proprio il numero di abitanti e non ci sono nei criteri di distribuzione valutazioni puntuali sullo stato di povertà o indigenza”.

Ma il sindaco di Acireale, Stefano Alì, ha risposto a mezzo Facebook spiegando che il conteggio è invece stato fatto tenendo conto delle difficoltà economiche di ogni Comune. Altrimenti, scrive il sindaco, non si spiegherebbe come altri Comuni siciliani vicini ad Acireale e con un numero simile di popolazione abbiano ricevuto un assegno meno cospicuo:

Poi ci stupiamo dell’opposizione della Germania all’emissione di bond a tutela di tutte le nazioni. Se guardate le tabelle noterete come Comuni a noi molto vicini e di popolazione simile hanno avuto contributi differenti, perché più o meno poveri. Non ho sentito nessuno sindaco lamentarsi”.

Maria Mento