La solidarietà al tempo del Coronavirus, un’anziana paga la spesa a un venditore ambulante in difficoltà

Una signora di 73 anni paga con la sua pensione la spesa di un venditore ambulante che al momento non lavora e si trova in difficoltà. La donna: “L’ho fatto per non farlo morire di fame”

Molto spesso, sono quelli che meno hanno a donare più degli altri e lo fanno perché hanno provato sulla propria pelle cosa voglia dire non avere nulla. Ce lo ha dimostrato l’Albania, che pur non essendo una Nazione ricca non ha esitato a far partire i suoi medici per l’Italia. Ce lo dimostrano tutte le storie di solidarietà che ogni giorno– lontano dai riflettori- portano i cittadini a sostenersi l’un l’altro.

Il bene si fa ma non si dice: quando si compie un’azione buona la si deve compiere con il cuore, perché la si sente e non con il secondo fine di pavoneggiarsi. Questo il principio che sta alla base della bella vicenda che stiamo per raccontarvi e che vede protagonista una signora– una pensionata come tante ce ne sono in Italia e che certo non nuotano nell’oro- che non ha voluto rivelare il suo nome proprio perché non interessata a farsi pubblicità.

La signora ha aiutato un venditore ambulante che attualmente si trova a vivere uno stato di indigenza in quanto costretto dalle circostanze attuali a non lavorare. La storia di quest’amicizia commovente ce la racconta La Stampa.

Anziana signora paga la spesa per un venditore ambulante in difficoltà, la storia di Mustafa che da 30 anni vive a Vercelli

Gloria Pozzo– la collega che ne ha parlato per La Stampa– le ha dato il nome fittizio di Tina: lei è una pensionata di 73 anni che non ha voluto svelare il suo nome ma che- nonostante il suo anonimato- vale la pena di citare perché si è resa meritoria di un gesto di solidarietà encomiabile.

Da tre settimane, cioè più o meno da quando è iniziata la quarantena dell’Italia, la signora fa la spesa non solo per se stessa ma anche per un uomo che si chiama Mustafa. Mustafa viene dal Senegal, vive ormai da decenni a Vercelli (Piemonte) e la 73enne lo conosce fin da quando era giovane perché lui e i suoi coinquilini (in tutto circa una decina di persone) andavano a comprare il pane nel panificio di proprietà della donna.

Persone con qualche difficoltà economica, ma corrette: a volte pagavano a fine mese, però non hanno mai mancato di saldare quanto dovuto. La signora Tina, che comprendeva la situazione, veniva loro incontro. La situazione attuale è diversa perché Mustafa oggi ha 60 anni, non fa più l’operaio come un tempo ma è un venditore ambulante. Con la quarantena le difficoltà economiche sono arrivate anche per lui.

Anziana signora paga la spesa per un venditore ambulante in difficoltà, la solidarietà che si mette in moto in quarantena

Mustafa, in Senegal, ha ancora la sua famiglia e quando riesce a mettere da parte il denaro sufficiente parte alla volta del Paese africano per andare a trovare i suoi cari. L’ultima volta che è partito è tornato in Italia proprio due giorni prima che il Governo decidesse di fermare tutto. Ne consegue che ora Mustafa, così come altri professionisti, non può lavorare e non può usufruire di quei risparmi già volati via per pagare le spese del viaggio. Quando lui e la signora Tina si sono incontrati, lui le ha raccontato tutto.

Il giorno dopo, quando sono andata al supermercato, gli ho preso un po’ di pollo. So che loro non mangiano maiale. Poi gli ho dato dei sacchetti di riso che avevo in casa. Sono da sola, tutto quel riso non mi serve. E poi lui è proprio una brava persona. Le ho già detto che ci conosciamo da trent’anni?”, ha raccontato la donna. La signora Tina ha contattato la redazione di La Stampa per sapere se esista qualche ente che possa aiutare Mustafa e persone che si trovano nella sua stessa situazione.

La pensionata ha messo in moto un circolo virtuoso di solidarietà, dando istruzioni alla professionista che ha rilevato il suo panificio di mettere da parte il pane avanzato per Mustafa  ed è la 73enne a occuparsi di saldare i conti che l’uomo non può onorare. Ma la quarantena durerà ancora per chissà quanto tempo e , come sottolinea la signora Tina, “io sono solo una pensionata”.

Maria Mento