Coronavirus, sì alle passeggiate con i bambini? La denuncia dei genitori: “Ci minacciano”

One of the very few mothers with her baby traveling around the city, Genova, Italy, 30 March 2020. Countries around the world are taking measures to stem the widespread of the SARS-CoV-2 coronavirus which causes the Covid-19 disease. ANSA/LUCA ZENNARO

La discussa circolare con cui il Viminale avrebbe autorizzato la passeggiata genitori-bambini ha scatenato la rabbia degli italiani che stanno rispettando la quarantena. Alcuni genitori hanno dichiarato di aver subito delle minacce

Minacce e insulti ai genitori che hanno pensato di portare fuori i figli per prendere una boccata d’aria. Succede nell’Italia della quarantena, dopo l’emanazione di una circolare interpretativa indirizzata dal Viminale ai Prefetti.

La circolare– che non ha mancato di sollevare confusione e polemiche– ammette la possibilità (per un solo genitore) di poter fare una passeggiata con il proprio figlio nei pressi della propria abitazione. Si sono subito detti contrari al provvedimento i Governatori di Campania, Lombardia e Sicilia, e non sono i pochi i cittadini che sui social hanno lanciato delle aspre critiche. La paura è quella che le persone, dopo tanti giorni di isolamento, possano sfruttare l’occasione per uscire il più possibile e favorire una nuova ondata di contagi.

Ieri sera, il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte– che ha annunciato da Palazzo Chigi la firma del nuovo decreto che proroga le restrizioni fino al prossimo 13 aprile- ha chiarito che il Governo non ha autorizzato le passeggiate con i bambini né il jogging. Conte ha detto che, in presenza di famiglie con bambini, è possibile farsi accompagnare da un figlio a fare la spesa, ma che questa possibilità non deve diventare un’occasione di cui abusare. L’Italia, in questo preciso momento, non può permettersi di tenere bassa la soglia dell’attenzione.

Minacce ai genitori che portano fuori i figli, la rabbia social contro la decisione contenuta nella circolare del Viminale

Da un lato ci sono i genitori che chiedono un’uscita per i figli, anche per pochi minuti: giusto il tempo di respirare un po’ di aria fresca e di vedere il cielo. Dall’altro lato ci sono i cittadini che temono che accontentare ora una richiesta del genere sia suicida perché il Coronavirus non è stato sconfitto e tornare a uscire potrebbe significare peggiorare una situazione già seria. Perché i bambini possono pazientare come tutti, in attesa che la situazione si stabilizzi, e se non ne sono capaci “la colpa è dei genitori che non li sanno educare”.

L’emanazione di una circolare del Viminale che dava il permesso a un genitore di passeggiare con il proprio figlio ha scatenato la rabbia social contro “tutti quei genitori che ora approfitteranno della concessione per uscire più e più volte di casa, vanificando i sacrifici di un’intera comunità”. Sono centinaia i commenti che vanno in questa direzione e addirittura c’è chi ha chiesto l’emanazione di provvedimenti regionali atti a vanificare l’effetto della circolare. Qualcun altro l’ha presa con ironia, sostenendo che- se non altro- adesso i cani potranno tirare un sospiro di sollievo.

Fatto sta che questa situazione è stata vissuta molto male dai genitori che si sono visti accusare di voler sfruttare la situazione a loro vantaggio. Come riporta l’Huffington Post, c’è chi come Federica (38 anni), adesso ha persino paura di mettere il naso fuori di casa: “Ieri, quando è uscita la circolare del Viminale, ero felicissima. Oggi volevo portare fuori mia figlia, ma dopo aver visto quello che scrive la gente sui social ho quasi il terrore di farlo. Davvero devo avere paura di portare mia figlia 10 minuti a sgranchirsi le gambe?

Minacce ai genitori che portano fuori i figli, la testimonianza di una mamma: “I miei figli hanno paura”

Oltre alla gogna mediatica, è partita anche la corsa alla segnalazione nei confronti di chi esce da casa. Non è certo una novità: la stessa cosa era stata fatta con i runner che facevano attività fisica in strada. In molti casi, la gente che li vedeva dai balconi chiamava la Polizia o li minacciava di farlo.

Succede anche ora, con un’unica differenza: i bambini sono impauriti da quello che vedono e sentono.  In questo senso, l’Huffington Post cita una testimonianza illuminante di come i social stiano autorizzando chiunque a puntare il dito, e senza il rispetto della privacy altrui: quella di una donna di 45 anni che ha due figli, di 7 e 10 anni.

Sono separata e l’altro giorno ho accompagnato i bambini dal padre, ci siamo fermati pochi minuti nello spazio verde sotto casa, non recintato, e in un attimo diverse persone si sono affacciate urlandoci insulti di ogni tipo dai balconi, i bambini si sono spaventati, soprattutto quando sono partite le minacce di chiamare la polizia, che poi è pure arrivata. Che dire? Poveri poliziotti, erano più imbarazzati di noi, ci hanno chiesto gentilmente di andare a casa per quieto vivere, ma si vedeva quanto fossero dispiaciuti. Poi la sera ho scoperto che le stesse persone che ci hanno urlato contro ci hanno ripreso e buttato in pasto sui social, senza nessun rispetto nemmeno per i bambini, che si vedono benissimo. Quando ho letto i commenti sotto il video sono andata a farmi una doccia, per poter piangere senza che i bambini se ne accorgessero. Uscirò ancora con loro? Sì, perché una passeggiata li aiuta a essere un poco più sereni, ma ho tante amiche che hanno deciso di non farlo per paura”.

Maria Mento