Coronavirus, a Hong Kong non c’è una seconda quarantena: così Heather Parisi su Instagram

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:31
Immagine in evidenza ripresa da TgSky24

La diffusione della notizia secondo cui sarebbe stato necessario mettere di nuovo in quarantena i cittadini di Hong Kong ha spinto Heather Parisi a scrivere un post su Instagram per chiarire la situazione

Da anni, ormai, Heather Parisi– volto noto della televisione italiana tra gli anni ‘80 e ‘90 del secolo scorso- si è trasferita a Hong Kong con il marito e due dei suoi figli. La ballerina ha avuto modo di leggere le notizie riportate dalla stampa italiana sulla situazione in cui attualmente vigerebbe la sua terra d’adozione a causa di una seconda ondata di contagi da Coronavirus.

L’artista si è quindi sentita in dovere di scrivere un post, sui social, per chiarire la questione: è vero che a Hong Kong sono state prese delle misure di contenimento, ma non è vero che ci sarebbe una seconda quarantena in atto.

A Hong Kong non c’è una seconda quarantena, parla Heather Parisi

A Hong Kong non ci può essere una seconda quarantena perché, di fatto, non c’è mai stata neppure la prima. Così Heather Parisi ha voluto spiegare l’attuale situazione del distretto autonomo cinese in cui vive da tempo e lo ha fatto pubblicando un lungo post su Instagram.

La ballerina ha sentito la necessità di scrivere, spiega, per chiarire alcune cose non vere che sono state riportate dalla stampa italiana in merito a un secondo picco dei contagi che starebbe costringendo gli abitanti di Hong Kong a rimanere a casa. Ma per i cittadini di Hong Kong, scrive la Parsi, non è mai stato l’emanato l’ordine tassativo di non uscire. Cosa che invece si è verificata in Italia.

A Hong Kong non c’è una seconda quarantena, ecco le misure adottate nella regione autonoma

“Vorrei fare un po’ di chiarezza dopo aver letto su alcuni quotidiani italiani tra questi @ilfattoquotidianoit e @il_post alcune notizie inesatte (parecchio inesatte) relative alla situazione a Hong Kong, in particolare con riferimento alla presunta “riapertura di uffici, negozi e fabbriche” (ma quali fabbriche ci sono a Hong Kong?!?) e a una seconda quarantena.
A HK non c’è mai stata nemmeno una “prima” quarantena intesa come obbligo per i cittadini di rimanere a casa. E non c’è nemmeno ora una seconda. A HK non sono mai state chiuse le attività commerciali di alcun genere. E non sono chiuse nemmeno ora. A HK non sono mai stati chiusi gli uffici, ma è stata invitata la cittadinanza a lavorare da casa laddove era possibile e quindi su base esclusivamente volontaria.
(…)”.

Quali sono le misure effettivamente prese a Hong Kong? Scrive ancora Heather Parisi che: le scuole sono chiuse dal 27 gennaio, dal 27 marzo i locali hanno l’obbligo di ridurre del 50% i coperti, si misura la temperatura alle persone che accedono a edifici pubblici e privati, si igienizzano i mezzi pubblici e sono stati chiusi i luoghi destinati ad attività sportive (sia pubblici sia privati). L’uso della mascherina è consigliato ma non obbligatorio. Inoltre, c’è una quarantena obbligatoria di 14 giorni per chiunque arrivi a Hong Kong dall’estero.

Maria Mento

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