Migranti, tre paesi del “gruppo di Visegrad” condannati per inadempimenti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:01

Migranti

Presto o tardi, la giustizia arriva.

E così – per aver rifiutato di conformarsi al meccanismo temporaneo di ricollocazione di richiedenti asilo creato nel 2015 – tre paesi del cosiddetto gruppo di Visegrad (Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca) sono stati condannati, essendo venuti meno agli obblighi definiti dal diritto dell’Unione.

A stabilirlo, la Corte di giustizia Ue dopo i ricorsi per inadempimento presentati dalla Commissione europea.

Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca avrebbero infatti dovuto accettare il ricollocamento di una piccolissima parte di 120mila richiedenti protezione internazionale provenienti dalla Grecia e dall’Italia.

Polonia e Repubblica Ceca sono frattanto venute meno agli obblighi derivanti da una decisione anteriore (14 settembre 2015) per il ricollocamento, su base volontaria, di un’altra piccola parte di 40mila richiedenti asilo.

Con la sentenza odierna si crea un importante precedente: la Corte ha infatti stabilito che i paesi condannati non possono invocare né le loro responsabilità in materia di mantenimento dell’ordine pubblico e di salvaguardia della sicurezza interna, né il presunto malfunzionamento del meccanismo di ricollocamento per sottrarsi all’applicazione del meccanismo stesso.

Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca dovranno ora conformarsi alla sentenza.

Vicevesa, la Commissione potrà proporre un altro ricorso chiedendo delle sanzioni pecuniarie.

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