Cina, è allarme “super maiali”: allevamenti con grosse carenze igieniche e a rischio influenza suina

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:05
Ph Reuters

La Cina, già da qualche mese, sta allevando dei super maiali: dei suini che hanno le dimensioni di un orso polare. Ma gli allevamenti hanno delle vistose carenze igieniche

La notizia circola da parecchie mesi: la Cina si è data alla produzione di “super maiali”. Suini pesanti circa 500 kg ciascuno e grossi come orsi polari per far fronte alla carenza di capi di bestiame. Questo nuovo tipo di produzione ha messo in allarme gli studiosi: pare che gli allevamenti di questo tipo lamentino vistose carenze igieniche e- se la Cina non dovesse risolvere il problema- si potrebbe ripiombare nel pericolo influenza suina.

Allarme super maiali dalla Cina, gli studiosi avvertono: servono misure igieniche adeguate

In Cina la carenza di capi di bestiame ha incoraggiato gli allevatori ad allevare i super maiali. Sono suini che raggiungono delle dimensioni impressionanti, paragonabili a quelle di un orso polare. Lo scorso anno l’influenza suina– secondo quanto riportato dal South China Morning Post– avrebbe ridotto del 60% il numero di maiali disponibili nel Paese, facendo schizzare alle stelle il prezzo della carne.

Nella provincia dello Guangxi, l’allevatore Zhao Hailin (uno di coloro che sta allevando questi maiali) ha parlato ai microfoni di Bloomberg e ha dichiarato che l’idea sarebbe quella di tirare su i maiali più grandi che la “natura” consenta.

C’è un problema, però, ed è sempre quello della bio-sicurezza. Lo fanno notare gli studiosi: più che di super maiali ci sarebbe bisogno di mettere in atto adeguate misure igieniche, il che significa effettuare periodicamente la sanificazione delle aziende agricole e cessare di trasportare gli animali in condizioni precarie e/o indecorose.

Allarme super maiali dalla Cina, il pericolo è l’influenza suina africana

La minaccia che gli esperti temono potrebbe derivare da un tipo di influenza suina per la quale non c’è a disposizione un vaccino efficace. Si trappa dell’influenza suina africana: secondo quanto riporta il Daily Star, l’Harbin Veterinary Research Institute sostiene di averne sviluppato uno, ma non si sa quanto tempo ci vorrà prima della sua immissione in commercio. E, soprattutto, secondo quanto sostenuto da Chenjun Pan (esperto nell’analisi delle proteine animali) al momento- tra quelli sperimentati dagli studiosi- non ci sarebbe un vaccino in grado di dare una risposta soddisfacente.

Insomma, gli studiosi sono critici: non c’è un vaccino efficace e, anziché pensare a migliorare le condizioni igieniche degli allevamenti, la Cina pensa a creare super maiali.

E.W. Johnson (Enable AgTech Consulting, Pechino) ha descritto cosa succede nell’ambito del business degli animali da macello:

I maiali con ASF vengono venduti al macello ogni giorno e i camion sporchi vanno ovunque, diffondendo la malattia tanto quanto hanno fatto quando è iniziata l’epidemia di ASF. Non c’è dubbio che le persone siano molto eccitate ed estremamente zelanti per questi super-maiali. La Cina, tuttavia, sembra intenzionata a convivere con l’ASF piuttosto che pensare di liberarsene”.

Sulla sua stessa lunghezza d’onda si pone Feng Yonghui, il capo analista del sito web dell’industria della carne di maiale Soozhu.com, che sostiene: “Il problema più importante ora è il modo di controllare l’epidemia di ASF, e non è questo il modo di farlo. L’intero settore globale riconosce che la più grande misura preventiva è il miglioramento della bio-sicurezza“.

Maria Mento

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