Coronavirus, aumentano i casi in Israele: gli ultra ortodossi non accettano le restrizioni

Ad Israele il Coronavirus comincia a fare paura sia per l’aumento dei casi positivi sia per la resistenza degli ortodossi ad accettare le restrizioni.

La pandemia di Coronavirus comincia ad essere consistente anche in Israele. L’ultimo bilancio parla di quasi di circa 7.000 casi (oltre 900 solo a Gerusalemme) e di 34 morti, quasi tutti questa settimana. Il governo centrale ha imposto il lockdown seguendo l’esempio di tutte le altre nazioni del mondo. La scelta è obbligata, visto che al momento non esistono cure e non esiste un vaccino, ma pare che non tutta la popolazione sia ben disposta ad accettarlo.

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Nello stato ebraico, dunque, bisogna combattere sia con l’inevitabile aumento dei casi che si avrà nelle prossime settimane, sia con le proteste degli abitanti di Bnei Brak (molto vicina a Tel Aviv). Qui infatti una buona parte della popolazione (circa il 40%) è composta da ebrei ultra-ortossi o Haredim. Per loro non esiste altra autorità che quella scaturita dalla Torah e dunque ascoltano esclusivamente il parere del Rabbino. Spesso la massima autorità religiosa è stata in contrasto con quella governativa, come nel 1991, quando ordinò ai fedeli di non indossare le maschere antigas durante la guerra del golfo.

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Il Rabbino cede al lockdown, ma gli Haredim protestano

In quel caso vennero protetti dalla decisione di Saddam Hussein di non bombardare la zona. Per gli ultra-ortodossi fu la prova che a proteggerli bastasse la Torah. Con un nemico invisibile, però, correre un rischio simile sarebbe un’incoscienza. Ovunque nel mondo le autorità religiose si sono conformate alle regole dei governi, ascoltando il consiglio di chiudere le chiese al pubblico. Lo ha compreso il rabbino, il quale ha già stabilito la chiusura di scuole e di luoghi di culto.

Permane in ogni caso il problema, visto che gli Haredim hanno accettato la decisione con estrema riluttanza, ritenendola un’ingerenza esterna al volere di Dio. A complicare la questione c’è il fatto che per disposizione religiosa, gli ultra-ordossi rifiutano di informarsi tramite qualsiasi mezzo. Non a caso gli esperti ritengono che questo Coronavirus possa essere per gli ultra-ortodossi: “La più grande minaccia esistenziale dai tempi dell’Olocausto“.