Coronavirus, clochard stipati in un parcheggo: da Las Vegas immagini che fanno indignare

Fanno discutere le immagini dei senzatetto stipati in un parcheggio di uno stadio di Las Vegas per evitare la diffusione del contagio di coronavirus.

Era solo questione di tempo prima che la diffusione del Coronavirus diventasse un grosso problema anche negli Stati Uniti. Il bilancio del contagio si acuisce ora dopo ora ed ha colpito diversi stati confederati. Al momento si parla di 245.000 contagiati (ufficiali) e di 6.000 vittime. Se il trend dovesse continuare a questi ritmi i numeri salirebbero a cifre ancora più terrificanti. Necessario, dunque, evitare con ogni mezzo la diffusione del contagio, anche perché il sistema sanitario pubblico non offre le stesse garanzie di quelli di molti altri Paesi.

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Prioritaria anche la risoluzione del problema senzatetto. Negli Stati Uniti, specie nelle città più grandi, il numero delle persone in difficoltà economiche è molto elevato. Addirittura a Las Vegas c’è una vera e propria comunità di clochard che vive nella rete fognaria (ecco qui per la video inchiesta di ‘Tapped News’). Queste persone potrebbero aver contratto il Covid-19 e continuando a vivere in strada potrebbero essere un primo mezzo di diffusione del contagio.

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Clochard stipati in un parcheggio per l’emergenza Coronavirus: le immagini fanno indignare

La problematica è ben nota alle autorità delle varie città statunitensi che, in questi giorni di lockdown, stanno cercando una soluzione. In tutte le grandi città si stanno costruendo rapidamente dei dormitori a cielo aperto (delle specie di tende da campo in cui queste persone possono passare la notte). Logico che si debba trovare una soluzione, ma le modalità hanno fatto discutere parecchio.

Specie dopo che sono emerse alcune foto che ritraggono la sistemazione temporanea dei senzatetto di Las Vegas. Questi, infatti, sono stati portati nel parcheggio dello stadio Cashman Center e sono stati posizionati in dei box delimitati da una striscia bianca. Non delle stanze con delle mura, ma in spazi delimitati per le auto, per terra. Una scena terrificante, rappresentativa di una soluzione che appare disumana.