Coronavirus, scienziati tedeschi contro corrente: “Non si trasmette toccando superfici”

Gli scienziati che seguono i casi di contagio a Heinsberg, la “Wuhan tedesca”, ritengono che il Coronavirus non sia trasmissibile toccando superfici.

La trasmissione del Coronavirus sta crescendo in quasi tutti i Paesi del mondo. Al momento in Europa si osserva con preoccupazione la situazione della Spagna, nazione in cui il numero di contagi ha superato quelli italiani. I numeri, però, crescono in modo preoccupante anche in Inghilterra, Francia e Germania. In quest’ultima nazione la diffusione è cominciata ad Heinsberg, borgo con appena 250.000 abitanti. Al giorno d’oggi il numero di contagiati nella cittadina è salito a 1.302 e quello delle vittime a 37. Considerando tutta la Germania, il bilancio è di 80.000 casi e 1.017 vittime.

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Nel paese nord europeo gli studi sulla trasmissione e la diffusione del virus sono condotti principalmente nei pressi del focolaio di Heinsberg. Proprio dal centro di ricerca della città in queste ore sono stati comunicati i rapporti degli esperti. Gli scienziati ritengono che il Covid-19 non si diffonda così semplicemente come si crede e che non possa essere trasmesso tramite il tocco delle superfici.

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Coronavirus: la trasmissione non può avvenire toccando le superfici?

Secondo alcuni studi condotti nelle settimane precedenti, il Coronavirus sopravvivrebbe sulle superfici per diverso tempo, in alcuni casi anche per giorni. I risultati ottenuti dagli studiosi tedeschi, però, sembrano dimostrare il contrario. A spiegarlo è il professor Hendrik Streeck dell’Università di Bonn. L’esperto ha infatti esaminato la casa di una famiglia infettata dal coronavirus, effettuando test su tutte le superfici presenti. Dai test sarebbe emerso che il Covid-19 non era presente in nessuna di esse.

Intervistato da un’emittente televisiva tedesca, Streeck ha dichiarato: “Non ci sono prove di possibile contagio mentre fate shopping o andare dal parrucchiere. Il virus si diffonde in altri posti: le feste a Ischgl, i pub a Berlino, lo stadio a Bergamo. Sappiamo che non è un’infezione da striscio che si trasmette toccando oggetti, ma che balli ravvicinati e festeggiamenti eccessivi hanno portato alla diffusione”.