L’app Zoom è diventata popolarissima. Ma sembra ci siano problemi di privacy

zoom privacy Con il “lockdown” imposto a seguito della pandemia di coronavirus, l’uso della piattaforma Zoom è rapidamente aumentato. 

Si tratta di un’app che consente di effettuare videochiamate di gruppo e che sta risultando molto utile per attività come smart working e didattica a distanza. Tuttavia, sembra che Zoom presenti anche delle problematiche dal punto di vista della privacy.

I ricercatori della sicurezza hanno definito Zoom “un disastro a livello privacy” e “fondamentalmente corrotto”. La società è stata infatti accusata di aver gestito male i dati degli utenti, inviandone alcuni a Facebook senza averne mai ottenuto l’autorizzazione.

Lunedì, il procuratore generale di New York, Letitia James, ha inviato una lettera alla società chiedendole di delineare le misure adottate per affrontare i problemi di sicurezza e far fronte all’aumento degli utenti.

Zoom ha già assicurato di risolvere presto i problemi di sicurezza

Nella lettera, il procuratore generale ha affermato che Zoom è stato lento nell’affrontare le vulnerabilità relative alla sicurezza, “che potrebbero consentire ai malintenzionati di ottenere, tra l’altro, un accesso clandestino alle webcam degli utenti”.

“Zoom prende molto sul serio la privacy, la sicurezza e la fiducia dei suoi utenti”, ha detto un portavoce della piattaforma al quotidiano “The Guardian”. “Durante la pandemia di Covid-19 siamo al lavoro 24 ore su 24 per garantire che ospedali, università, scuole e altre aziende in tutto il mondo possano rimanere in contatto e operative”, ha poi aggiunto il portavoce.

La società ha già annunciato il congelamento dello sviluppo di tutte le nuove funzionalità per la risoluzione dei problemi di sicurezza emersi di recente, come riportato dal sito specialistico IPA news.