Coronavirus, l’autore di un libro profetico mette in guardia su possibili pandemie future

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:42

Secondo l’autore di “Spillover”, il libro che 10 anni fa anticipò il coronavirus, arriveranno altre epidemie simili, e dovremo essere pronti

Lo scrittore americano David Quammen è oramai un punto di riferimento insindacabile per la letteratura scientifica, tanto che il New York Times è arrivato a definirlo come uno dei più brillanti scrittori americani per la sua incredibile capacità di divulgare argomenti complessi come quelli scientifici. Autore di numerosi articoli, Quammen ha scritto anche 15 libri. Fra questi è balzato agli onori di cronaca negli ultimi mesi il suo “Spillover”, pubblicato nel 2014 ed edito in Italia con Adelphi. In questo saggio l’autore affronta la storia dell’evoluzione delle epidemie, mettendo in guardia sul fatto che la futura grande pandemia (che in inglese ha definito “The Next Big One”) sarebbe stata causata da un virus zoonotico trasmesso da un animale selvatico, molto probabilmente un pipistrello, e sarebbe venuto a contatto con l’uomo attraverso un “wet market” in Cina. Non si tratta di alcuna profezia, ma semplicemente di scienza, e a chi lo definisce un veggente, David Quammen risponde “ho solo ascoltato gli scienziati che da anni studiano questi fenomeni”. 

La vera pandemia il dominio umano sull’ambiente

L’autore in varie interviste ha ribadito che non si tratta affatto di avere la palla di cristallo, ma di quanto sia oramai fondamentale in un mondo globalizzato come il nostro affidarsi alla comunità scientifica per prevedere quali potrebbero essere le conseguenze del dominio umano sull’ambiente circostante. Secondo Quammen l’interferenza dell’uomo con i diversi ecosistemi, come ad esempio la deforestazione, la costruzione di pozzi e miniere o la cattura di animali selvatici destinati ad essere venduti nei mercati, disturba gli ecosistemi interessati, scatenando la comparsa di virus che fino ad oggi sono stati presenti solo all’interno di ospiti animali.

L’inquinamento dell’aria potrebbe aver aggravato la situazione in Italia

Riguardo al contesto italiano, per l’autore è un mistero che la diffusione sia stata così tanto feroce, considerando il fatto che il Nord Italia è ricco di risorse mediche e di strutture. Ma Quammen ipotizza anche che, così come a Wuhan, l’inquinamento dell’aria possa essere stata una variabile. Considerando i danni che provoca ai polmoni e alle vie respiratorie, l’inquinamento potrebbe aver reso le persone più vulnerabili al virus.

Se i virus si evolvono possono “vincere alla lotteria”

Oltre al concetto di “spillover” (che i microbiologi utilizzano per indicare il passaggio di un patogeno da una specie ospite ad un’altra) un altro aspetto assolutamente importante da affrontare e quello dell’evoluzione biologica dei virus. Sul pianeta terra sono presenti, oramai, 7,7 miliardi di essere umani, i quali si spostano in ogni direzione. Se i virus presenti negli animali si evolvono in modo tale da potersi trasmettere da un essere umano all’altro, per Quammen hanno “vinto alla lotteria”. Ed è proprio questa la causa, per l’autore, all’origine dello spillover e del problema delle zoonosi – passaggi di microrganismi dagli animali all’uomo – che poi arrivano a diventare pandemie globali. Le zoonosi, inoltre, sono sempre più facilitate da un’espansione demografica spropositata, ragion per cui oggi, ci troviamo in tutto il mondo disarmati dinanzi ad una diffusione così capillare del coronavirus, fra i più capaci di trasferirsi a ospiti umani e più veloci nel proliferare. 

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