Coronavirus, parla l’esperto dell’epidemia di ebola: “Il coronavirus è più difficile da controllare”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:37

infettivologo parla del confronto tra ebola e covid-19Il coronavirus sarebbe ben più pericoloso dell’ebola per diverse ragioni. Lo ha sottolineato un medico esperto che ha lavorato a lungo in Africa per contrastare l’epidemia

La pandemia di coronavirus è addirittura peggiore dell’epidemia di virus Ebola. Ad affermarlo è un medico infettivologo, il 65enne Claudio Blé, impegnato in prima persona, in passato, nella lotta contro l’Ebola e che ha fornito importanti informazioni a riguardo. Oggi il medico è in pensione ma ha deciso di dare una mano tornando all’ospedale San Giuseppe di Empoli per mettere la sua esperienza sul campo al servizio della struttura e dei pazienti colpiti da Covid-19. “Recentemente – ha spiegato l’infettivologo – ho ricevuto una chiamata da un’altra struttura. Ci ho pensato su e ho deciso che volevo tornare a dare una mano. Ho scelto però di tornare a lavorare nell’ospedale che avevo appena lasciato, quello di Empoli. Lì, dove oggi ci sono interi reparti dedicati a Covid. Lì, dove gioco in casa”. Il medico, la cui moglie lavora in un’altra struttura come infermiera, è tornato indietro con la memoria a quando, subito dopo la laurea, è partito alla volta dell’Uganda “a operare in un ospedale missionario. Poi – ha raccontato in un’intervista a Tgcom24 – ho avuto la possibilità di lavorare per alcuni anni in Etiopia, Mali e Tanzania. Sono tornato in Uganda vent’anni fa quando è scoppiata l’epidemia di Ebola”, ha raccontato il medico. Ricordo le tante vittime anche tra il personale sanitario. C’era però anche un bel clima di cooperazione e aiuto con il team internazionale dell’Oms. Io seguivo i reparti e mi sono occupato dell’impostazione di alcuni lavori epidemiologici”.

Coronavirus, Blé: “Non mi sarei mai aspettato una diffusione così vasta”

È poi passato ad un confronto tra Ebola e Coronavirus spiegando che un primo elemento a sfavore della pandemia che oggi ci troviamo ad affrontare è rappresentato dall’urbanizzazione che rende la limitazione dei contagi estremamente difficile. Blé ha sottolineato che “circoscrivere la diffusione dell’Ebola può essere più facile. Per prima cosa – ha aggiunto spiegando che i sintomi dell’Ebola sono molto più evidenti rispetto a quelli del Covid-19 e che il suo tempo di incubazione è più breve – il contesto africano è molto diverso: In Uganda c’era un ambiente rurale e questo rendeva più facile arginare il contagio e monitorare i contatti tra le persone. Gli ambienti urbani, invece, favoriscono il contagio e riducono il controllo. E poi, l’Ebola, che può arrivare ad avere un tasso di mortalità addirittura superiore al 50%, ha delle caratteristiche che consentono di individuare i malati più facilmente”. Gli asintomatici positivi al coronavirus, ha specificato, “sono difficilissimi da monitorare e controllare. Per questo, in un contesto così ampio e urbano, si è reso necessario chiudere tutto e ridurre al minimo i contatti tra le persone”. Fiducioso, seppur consapevole del fatto che ci troviamo di fronte ad una lunga battaglia, il medico ha confermato che non si sarebbe mai immaginato “una diffusione sisteica e così vasta. È spaventosa”.

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