Cororonavirus e prigioni: “La soluzione? Niente carcere per i meno pericolosi”

Il problema del rapporto fra coronavirus e sicurezza nelle carceri spiegato dal punto di vista dell’ex procuratore di Milano, che a riguardo ha le idee molto chiare

L’ex procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati, in un’intervista rilasciata al quotidiano Repubblica, riflette sul ruolo delle carceri in un momento di tensione come quello che stiamo vivendo, e quali potrebbero essere le soluzioni per scongiurare una pandemia negli istituti carcerari e l’insorgere di nuove rivolte

La soluzione? Niente carcere per i meno pericolosi

Per il Magistrato Bruti Liberati non ci sono dubbi:“Si sente dire che nulla è e sarà più come prima dopo il Covid-19. È possibile pensare forse che il pianeta carcere sia in un altro sistema solare? ed è un po’ questa l’idea alla base del pensiero di Bruti Liberati, per il quale se nulla sarà come prima, anche approcciarsi alle scarcerazioni deve implicare un modus operandi differente. Quale soluzione allora per il benessere della comunità? Per Bruti Liberati: “E’ nell’interesse generale della collettività, se si vuole, delle persone “per bene”, che il carcere sia gestibile, facendo uscire un numero significativo di detenuti, con esclusione delle categorie di pericolosi“. Ma l’ex magistrato ci tiene a ribadirlo: non si tratta affatto di un indulto, ma di ricorrere a misure che possano portare a limitare in modo repentino il numero dei detenuti all’interno delle carceri, oramai sovraffollate.

Ci sono misure detentive alternative al carcere

Per l’accademico e magistrato italiano applicare queste nuove misure detentive sarebbe nell’assoluto interesse di tutta la comunità. Le proposte alternative ci sono eccome: “Le proposte tecniche non mancano, dall’ampliamento della detenzione domiciliare, a quello delle riduzioni di pena per la cosiddetta “liberazione anticipata per buona condotta”, alla sospensione degli ordini di esecuzione per i reati non gravi […] Per i semiliberi si ipotizza che non rientrino in carcere la sera e così dovrà essere per un periodo non breve”. 

Braccialetti si, braccialetti no

E riguardo alla questione dei braccialetti elettronici, di cui è alla disperata ricerca il  Guardasigilli Alfonso Bonafede, Bruti Liberati risponde:Non riusciamo a produrre in numero sufficiente mascherine, camici e apparecchi di respirazione. Pensa qualcuno, il Ministro o altri, che oggi vi possa essere una bacchetta magica che faccia comparire quei braccialetti che ieri non c’erano? Ho già detto che è fuori del mondo la sicurezza matematica che nessuno di coloro che usciranno dal carcere commetta nuovi reati. Ma indiscusse statistiche di lungo periodo hanno dimostrato che la percentuale di recidiva è enormemente più bassa per coloro che sono stati ammessi a misure alternative alla detenzione”.

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