Terremoto, 11 anni dopo L’Aquila è di nuovo “zona rossa”. Mattarella: “Ricostruzione priorità”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:06

l'aquila coronavirus terremoto 6 aprile Undici anni dopo, L’Aquila affronta un’altra emergenza. 

Stavolta non è sola, ma condivide la difficoltà con il resto d’Italia e del mondo intero. Tuttavia quest’oggi, 6 aprile 2020, il pensiero non può che andare a quella terribile notte, quando una violenta scossa di magnitudo 6.3 devastò il capoluogo abruzzese e il suo comprensorio. Il terremoto provocò 309 morti, migliaia di feriti e danni incalcolabili.

Una tragedia immane, una ferita mai cicatrizzata che torna a far male ogni anno. L’Aquila è ancora una volta “zona rossa”, stavolta a causa del coronavirus. Il popolo aquilano si ritrova a dover affrontare una nuova emergenza, ma si sa, la gente d’Abruzzo ha la pelle dura.

Il “lockdown” imposto dal governo Conte ha inevitabilmente messo in stand-by anche la ricostruzione, con i cantieri che dovranno restare fermi almeno fino alla “fase 2”.

Mattarella: “Ricostruzione L’Aquila è una priorità”

Una ricostruzione partita in colpevole ritardo, che oggi vede una buona porzione del meraviglioso centro storico riconsegnata agli aquilani ma che richiede ancora “dedizione, tenacia e lavoro”, come sottolineato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“La ricostruzione de L’Aquila resta una priorità e un impegno inderogabile per la Repubblica – ha aggiunto il Capo dello Stato – I cittadini hanno diritto al compimento delle opere in cantiere, al ritorno completo e libero alla vita di comunità, alla piena rinascita della loro città”.

 

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