Coronavirus, timori cinesi per una seconda ondata di contagi: città al confine con la Russia in lockdown

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:58

Aumentano i timori per una seconda ondata di contagi da Coronavirus in Cina.

E i timori sono conentrati sulla provincia del nord di Heilongjiang, dove si è verificato il picco di 25 casi (importati con gli arrivi di viaggiatori dalla Russia).

Così i circa 60.000 abitanti di Suifenhe, città al confine con Vladivostok (città dell’estremo oriente russo – a sua volta al confine con Cina e Corea del Nord), adesso dovranno vivere un lockdown simile a quello che hanno vissuto i citaddini di Wuhan, nell’Huberi, per due mesi e mezzo (ma bisogna sottolineare come le persone coinvolte – in quel caso – erano 60 milioni).

Secondo quanto riportato dalla tv statale Cctv, i cittadini saranno obbligati a stare nelle proprie abitazioni e solo una persona per famiglia potrà uscire per comprare i beni di prima necessità, ogni tre giorni.

La speranza, da parte cinese, è che la seconda ondata di contagi (che è comunque prevista) non giugna adesso.

Coronavirus, le parole di Giovanna Botteri sulla seconda ondata di contagi

In tal senso, interessanti le parole della corrispondete Rai da Pechino Giovanna Botteri a Linkiesta:

“Ci sarà una seconda ondata, motivata da una cosa semplicissima: che il vaccino non c’è. Il virus continua a girare perché la gente continua a girare. Fra l’altro Singapore, Hong Kong e Corea del Sud stanno già vivendo la seconda ondata col risultato che sono tornati a chiudere i confini. La Cina, in questo momento, è chiusa: nessuno può entrarvi. Gli stranieri non possono entrare e anche i cinesi, che sono fuori per svariati motivi, sono pregati caldamente di restare nei Paesi dove si trovano. All’interno stesso della Cina, chi si mette in viaggio deve sottoporsi, al rientro, a due settimane di quarantena. C’è poi l’aspetto importante della chiusura delle scuole, su cui Lancet ha condotto una ricerca di grande importanza. Per un Paese come la Cina i bambini, i ragazzi e i giovani sono la priorità: sono il futuro su cui investire. Sono quelli che vedranno il riscatto finale della Cina, il superamento degli Stati Uniti. Sono il bene più prezioso. Il fatto che le scuole non siano state riaperte è un segnale importante, perché mette in luce che non si vuole rischiare nel perdere quella generazione. Il tenere ancora chiuse le scuole e riaprirle a scaglioni permetterà alla Cina, come messo in luce dall’inchiesta di Lancet, di spostare il più possibile il picco della seconda ondata da agosto a ottobre e, quindi, renderlo più gestibile per il sistema sanitario nazionale“.

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!