Moria di uccelli, 5G e coronavirus: il vicepresidente della Lipu fa chiarezza

Storni morti a Roma - non è il 5G

Strage di uccelli collegata al 5G e al coronavirus. A pronunciarsi su queste ipotesi bislacche che circolano nel web e fare chiarezza arrivano le parole del vicepresidente della Lipu.

L’ultima perla dei complottisti ipotizza una connessione tra moria di uccelli e coronavirus, che secondo questa teoria sarebbero causati entrambi dal 5G.

La prova sarebbe nelle foto che mostrando diversi esemplari di uccelli morti sull’asfalto. Foto che stanno circolando a colpi di condivisione sui social da parte di chi non ha impiegato un secondo a porsi una domanda essenziale. Dove e quando sono state scattate queste foto? A cosa si riferiscono?

La Lipu spiega la vera origne delle foto

In fare chiarezza arriva Alessandro Polinori, vice presidente della Lipu, la Lega Italiana Protezione Uccelli. A riportarne le parole è Leggo.it, a cui Polinori spiega l’origine delle foto, scattate a inizio febbraio 2020, in via del Policlinico a Roma.

La causa della moria è da ricercarsi nel forte vento di quella notte, che fece schiantare a terra gli uccelli, ancora addormentati.

“Nei nostri centri vennero portati 86 esemplari feriti che abbiamo curato. Non avevano alcun segno di intossicazione o altro, ma solo lesioni da impatto”.

Altre foto circolanti sui social si riferiscono invece a due altri episodi. Uno risalente a febbraio 2018, quando gli storni arrivati in Italia per svernare ripartirono per il Nord Europa. “Basta che chi guida il gruppo abbia un problema, sia accecato o attaccato da un gabbiano o da un falco, sbagli traiettoria e tutti gli altri lo seguono e si schiantano con lui. Sono fenomeni naturali” spiega Polinori.

Altre foto si riferiscono addirittura ad altre specie, come quella dei Rondoni (parenti alla lontana delle rondini) trovati a decine senza vita a maggio del 2019 sulle terrazze. In quel caso in maggio, a migrazione appena avvenuta, i rondoni si trovarono a fronteggiare temperature di 9°. Senza insetti e stremati dalla traversata, molti esemplari morirono di stenti.

Gli esemplari trovati morti a Genova nei pressi di un antenna 5G sono meno di 10, si tratta di usignoli giapponesi. “Non conosciamo la causa. Stiamo verificando la possibilità di far effettuare analisi da parte dell’istituto zooprofilattico. Ma credo che se fosse dipeso dalle antenne i casi sarebbero molti di più”.

Attualmente, afferma il vicepresidente della Lipu, non sono in grado di pronunciarsi sul tema 5G. Ma sulle foto che circolano si. “Ci sono ricercatori che stanno studiando. Seguire la scienza è fondamentale. In ogni caso, al momento, almeno rispetto alle foto di morie di uccelli di cui si discute in rete, possiamo dire che si tratti di fenomeni naturali e non legati alle antenne 5G, né tantomeno al coronavirus”.

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