Coronavirus, bocciata l’ipotesi di un rientro a maggio nelle scuole. Si passa al piano B

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:44

Il comitato scientifico boccia l’ipotesi di un rientro dopo il 18 maggio, si passa al piano B

L’ipotesi (e la speranza) di un rientro a scuola dopo il 18 maggio, vagliata dalla ministra dell’Istruzione Azzolina e dal Miur, non è un percorso ritenuto percorribile. A bocciare la proposta inserita nel decreto legge sulla scuola, sono gli esperti del comitato scientifico che attualmente collaborano con i vari ministeri.

Troppo rischioso ipotizzare un rientro a scuola

Il sentore già c’era, ma adesso è arrivata la conferma ufficiale. Non ci sono le condizioni per ipotizzare un rientro nelle scuole, che implicherebbe la mobilità di ben 8 milioni e mezzo di studenti e due milioni ulteriori fra docenti e personale scolastico. Un movimento di così tante persone potrebbe condurre allo scoppio potenziale di nuovi focolai: il virus, infatti, è ancora in circolo fra la popolazione, e portare avanti una decisione del genere mettere a repentaglio non solo studenti, docenti e personale, ma anche le relative famiglie.

Si passa al piano B: maturità online e niente esami di terza media

Scatta allora il piano B, che contempla diversi scenari in base ai gradi scolastici. Gli esami di terza media non si svolgeranno, e si procederà automaticamente con la valutazione finale da parte del Consiglio di classe, prevedendo la consegna da parte degli studenti di un elaborato scritto. Uno dei tasti più dolenti è l’esame di maturità, che sarà ridotto unicamente ad un colloquio orale. Resta ferma la necessità del raggiungimento di un punteggio pari e non inferiore a 60/100, ed anche l’ammissione automatica di tutti gli studenti all’esame.

Quali gli scenari per un rientro a settembre, ed è scontro con le regioni

Resta aperta la questione del rientro a settembre nelle scuole. Dal ministero non è arrivata alcuna conferma, l’argomento è spinoso e tutti, in qualche modo, sembrano voler  scongiurare l’ipotesi di procedere ancora con la didattica online. Stando ad alcune indiscrezioni, le prime settimane di settembre dovrebbero essere dedicate al recupero degli apprendimenti. Dopo il recupero, partenza unica per tutte le scuole, che potrebbe essere il 21 settembre. Questo punto, però, sta provocando un accesso dibattito fra il ministero e le regioni, le quali hanno prerogativa legislativa sul calendario didattico scolastico. Non è ancora esclusa, tuttavia, l’ipotesi di continuare con la didattica online qualora l’emergenza non dovesse rientrare. Riguardo invece la possibilità di rientrare a scuola mantenendo il distanziamento sociale e con dispositivi di protezione individuale forniti dalla scuola, a schierarsi contrario è Antonello Giannelli, presidente dell’ Associazione nazionale presidi: “Pensiamo davvero di far andare in classe i ragazzi con le mascherine? Il distanziamento sociale? Ma di che parliamo? Le code all’entrata della scuola le facciamo chilometriche? E i bagni comuni? E i corridoi durante la ricreazione li abbiamo dimenticati? Per non parlare delle classi, bisognerebbe triplicarle così come il numero dei professori”.

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