Ecosistemi a rischio: la vespa gigante asiatica sta causando milioni di danni in Europa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:21

Questa terribile specie di vespe potrebbe non solo causare milioni di danni alla Gran Bretagna e all’Europa, ma uccidere immediatamente chi è allergico al loro veleno

Il calabrone gigante asiatico, la cui denominazione scientifica è Vespa velutina, è uno dei calabroni più grandi al mondo, nonché noto predatore di api da miele. In questo momento questa specie di vespa, nota anche come calabrone dalle zampe gialle, sta invadendo tutto il Regno Unito. Questa anomalia nella loro distribuzione geografica, che solitamente si colloca nella regione dell’Asia, potrebbe causare milioni di sterline di danni all’Inghilterra, il cui ecosistema locale non è predisposto ad avere contatti con questa nuova tipologia di vespe. Tuttavia il Regno Unito è solo uno dei tanti paesi europei colpiti dalla diffusione di questa nuova specie, sconosciuta all’ecosistema europeo.

L’impatto devastante sulla popolazione di api locali da miele

Questa specie di vespe è in grado di uccidere con una sola puntura a causa della loro tipologia di veleno, e questo potrebbe provocare un impatto devastante sulla popolazione di api locali da miele, già in calo per altri fattori climatici. Questa nuova distribuzione ambientale potrebbe causare al Regno Unito un danno stimato di 7,6 milioni di sterline ogni anno. Una cifra enorme, che metterebbe in ginocchio tutti gli apicoltori inglesi. Le api asiatiche, infatti, sono rinomate predatrici delle api di piccole dimensioni.

Come si sono diffuse le api asiatiche in Europa

Le cosiddette vespe a zampe gialle furono introdotte accidentalmente attraverso alcuni container in Francia dalla Cina nel 2004, e da allora hanno iniziato a diffondersi rapidamente in tutta Europa. Gli esperti hanno stimato che il calabrone asiatico abbia colonizzato gran parte della Francia ad un tasso compreso tra 60 e 80 chilometri all’anno. Da lì hanno iniziato a diffondersi in altri paesi europei, tra cui la Spagna nel 2010, il Portogallo e il Belgio nel 2011, l’Italia nel 2012 e la Germania nel 2014. In Inghilterra, invece, sono giunte nel 2016.

Le conseguenze disastrose sugli ecosistemi europei e sull’economia

Gli scienziati francesi esperti di entomofauna hanno effettuato una valutazione sul costo di questa invasione nel continente europeo. Nella fattispecie, hanno analizzato l’impatto negativo sugli ecosistemi e il declino globale nell’impollinazione e nella produzione di miele. Gli entomologi hanno elaborato varie misure finalizzate al controllo dell’invasione di questa specie, come la distruzione dei nidi di calabroni e la creazione di trappole attraverso alcune esche. Hanno inoltre suddiviso il lavoro da svolgere su tre principali direzioni: prevenzione dell’invasione, lotta contro di essa e danni causati. In Italia, in particolare nelle regioni del Nord, il costo stimato delle perdite derivanti dall’invasione di questa nuova specie ammonta a circa 8 milioni di euro. Il Professor Franck Courchamp, ricercatore attivo nel settore della biodiversità, a riguardo ha dichiarato: “Sicuramente devono essere intraprese ulteriori azioni per gestire le specie invasive dannose – una delle maggiori minacce alla biodiversità e al funzionamento dell’ecosistema.

Leggi anche -> Giappone, ritrovata un calabrone gigante dentro l’armadio

Leggi anche -> L’ecosistema dell’isola di Guam devastato da serpenti portati dalla Marina militare americana

Leggi anche -> La tartaruga delle Galapagos estinta? Una scoperta dà speranza alla specie data per morta nel 2012

Leggi anche -> L’orso polare rischia l’estinzione. Tutta colpa del cambiamento climatico

 

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!