Coronavirus, il sindaco di Lampedusa: “Il governo si è dimenticato di noi”

lampedusa coronavirusIl decreto “porti chiusi” non sembra riguardare il porto di Lampedusa. 

E’ l’allarme lanciato dal sindaco dell’avamposto d’Italia nel Mediterraneo, Salvatore Martello, che in un’intervista con Adnkronos ha accusato il governo Conte di essersi dimenticato dell’isola in questa emergenza coronavirus.

Il sindaco Martello punta il dito contro il governo, chiedendo all’esecutivo se considera Lampedusa parte d’Italia oppure no. Basti pensare che tra il 6 e l’8 aprile sono sbarcate sull’isola circa 200 persone, con l’hotspot adibito a struttura per la quarantena obbligatoria che ormai non può più contenere nessun altro.

“È stato fatto un decreto per le navi delle ong – dice Martello all’Adnkronos – E tutti gli altri? Per quelli che continuano ad arrivare autonomamente come avviene a Lampedusa, che cosa prevede il governo?”.

A Lampedusa il blocco è “a targhe alterne”: la denuncia di Martello

Il sindaco di Lampedusa chiede quindi l’intervento del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.

Per Martello, infatti, il problema principale è non aver pensato ai tanti sbarchi “fantasma” che avvengono quasi quotidianamente a Lampedusa, senza tener conto di quelli autonomi. Per farla breve, il sindaco dell’isola denuncia “un blocco a targhe alterne”, chiedendo al governo Conte di rimediare al più presto per evitare l’esplosione di un’emergenza sanitaria sull’isola.

“Il mix tra emergenza immigrazione ed emergenza Coronavirus non è sostenibile”, afferma Laura Ravetto, responsabile immigrazione di Forza Italia.