Eurogruppo, polemica sull’accordo ma ancora manca il voto: lo stato delle cose tra MES ed ipotesi Eurobond

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:36

Arriva il sì all’accordo, aiuti per 1000 miliardi. In Italia è polemica, ma va fatta chiarezza su molti aspetti

In Italia è scoppiato un acceso dibattito riguardante la riunione dell’ Eurogruppo che si è svolta ieri, nella quale si è discusso sul pacchetto di proposte riguardanti gli aiuti economici per permettere ai paesi europei di affrontare le conseguenze derivanti dall’emergenza sanitaria, prima fra tutte l’Italia. La conferenza stampa finale dell’ Eurogruppo era ancora in corso quando la destra italiana già scatenava polemiche sui social, accusando il governo di alto tradimento e di essersi piegato alle dure condizioni imposte dai paesi nord europei.

Ma riguardo il pacchetto di proposte vagliate dall’ Eurogruppo ieri va fatta chiarezza. Risulta necessario, in tal senso, fare una premessa: l’incontro avvenuto ieri non è deliberativo, ma una sede nella quale i diversi ministri delle finanze della Zona Euro si confrontano al fine di poter redarre una proposta da portare al voto del Consiglio dell’UE, l’organo che andrà a deliberare o meno il pacchetto di misure economiche.

Quali sono le proposte portate in agenda

Sul tavolo dei ministri della Zona Euro sono arrivate varie proposte, dai bond europei (che sono stati bocciati) e le condizionalità del MES. Va ribadito, tuttavia, che prima che il Presidente Conte si esprimesse a riguardo, dando vita al dibattito internazionale, l’agenda dell’Eurogruppo portava come unico ordine di discussione esclusivamente il ricorso allo strumento del MES.

Sul tavolo sono state portare dunque ulteriori proposte, considerate i 4 pilastri dell’accordo fra i ministri europei:

a) un nuovo programma della BEI, la Banca Europea degli Investimenti, prestatore e garante di fondi e liquidità per le aziende
b) il programma Sure della Commissione Europea, ovvero la nuova formula di cassa integrazione e assicurazione per i lavoratori che potrebbero perdere il lavoro a causa della grave crisi economica in atto
c) il MES, i cui finanziamenti del fondo saranno finalizzati per “sostenere l’assistenza sanitaria diretta e indiretta così come i costi relativi alla cura e alla prevenzione dovuti alla crisi provocata dal COVID 19”
d) infine, il Fondo per la Ripresa alimentato dall’emissione di titoli comuni europei, anticamera degli Eurobond, proposto dalla Francia.

Il dibattito politico attorno al MES

La questione più spinosa della trattativa europea è sicuramente quella inerente il MES, il Meccanismo Europeo di Stabilità.

Ferma al riguardo la posizione del Movimento 5 Stelle, secondo cui il MES è uno strumento tanto inutile quanto dannoso per il nostro paese, un vero e proprio ginepraio nel quale addentrarsi risulterebbe pericoloso, date le cle dinamiche che lo caratterizzano, prima fra tutte le condizionalità imposte dal nord Europa. Il passo decisivo verso la risoluzione della crisi economica dovrebbe essere fatto, secondo i pentastellati, dalla BCE, che dovrebbe fungere in questo contesto da garante per i prestiti. Riguardo al MES Roberto Gualtieri ha dichiarato: “L’Italia vince, zero condizionalità sul Mes”. Su questo aspetto il ministero dell’Economia ha chiarificato che non ci sono richieste di austerità o aggiustamento del deficit, ma si richiede dagli altri paesi europei che i fondi che arriveranno dal MES debbano essere utilizzati esclusivamente per far fronte alle enormi spese sanitarie che sia direttamente che indirettamente sono legate alla crisi derivante dal Covid19.

Ha riscosso notevole successo sui social il post pubblicato da Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, che assieme al leader della Lega Salvini, accusa il governo di alto tradimento. In questo caos, però, fare ricorso alla memoria politica risulta quanto mai necessario: la creazione del MES venne approvata nel 2010/2011 con il Governo Berlusconi IV, sostenuto da una maggioranza formata con la Lega e con Giorgia Meloni, che in quegli anni era ministro. La Meloni, dunque, avallò la creazione di questo strumento economico oggi da lei tanto ripudiato.

Molto duro riguardo al MES Yanis Varoufakis, ex ministro dell’Economia greco durante il primo governo Tsipras, secondo il quale “Mes ed altri prestiti saranno per l’Italia una catastrofe” aggiungendo in un post twitter “I prestiti del Mes senza condizionalità sono una bufala elaborata e ispirata dalla Merkel: certo, prendi miliardi di nuovi prestiti senza condizioni. Ma poi, l’anno prossimo, Bruxelles “noterà” che il tuo debito/PIL è salito alle stelle e richiederà, ex post, un’austerità gigantesca e catastrofica”. 

Quello che è avvenuto ieri sera, dunque, è un accordo preliminare tra i Ministri Finanze europee. Adesso spetta al Consiglio Europeo esprimersi a riguardo, ed in questa sede sarà il Presidente Conte a parlare per conto dell’Italia.

Leggi anche -> Coronavirus e Mes, l’allarme del prof della Cattolica: rischiamo di dover vendere tutto

 

 

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!