Coronavirus, Zaia: “Con il nuovo Dpcm di fatto il lockdown non c’è più”. E vuole riaprire già ora

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:58

Il governatore Zaia si prepara ad un cambio di strategia con una nuova ordinanza: «Il governo ci lasci fare»

“Domani presenterò la nuova ordinanza che dovrà tenere conto del fatto che con il nuovo Dpcm di fatto il lockdown non c’è più, già oggi il 60% delle aziende è aperta e lo si vede dal traffico che è aumentato, a causa del cosiddetto ‘silenzio-assenso’ cosicché molte aziende in deroga hanno già riaperto”. E’ con queste parole che il presidente della regione Veneto Zaia in conferenza stampa ha preannunciato un cambio di strategia. La regione ha infatti in cantiere un piano per riavviare le attività delle aziende definite “sicure”, e chiede al governo di lasciare margine di azione.

Per Zaia il lockdown di fatto non c’è più

Per Zaia il blocco totale non sussiste più dopo: con il nuovo Dpcm, a suo dire, hanno di fatto riaperto quasi il 60% delle aziende sul territorio. Il presidente ha lamentato di non essere stato ascoltato in merito alla proposta avanzata di effettuare un test sperimentale su un primo gruppo di aziende, aggiungendo che “Oggi è anche difficile spiegare ad un imprenditore del settore moda, come Renzo Rosso o il Gruppo Benetton, perché loro non possono riaprire davanti ad una Fincantieri da 3-4 mila dipendenti che invece sta lavorando regolarmente”. Un mezzo lockdown, dunque, in quanto i prefetti hanno dato a molte aziende la possibilità di ripartire.

Il nuovo piano del Veneto per ripartire prima del 3 maggio

Dal Veneto dunque arriva la proposta di anticipare parzialmente la ripartenza delle attività produttive: “Visto che le curve del contagio sono ancora buone, chiedo al governo la possibilità di partire prima del 3 maggio con un pacchetto di aziende virtuose, pronte a sperimentare una ripresa seria. Ci sono molte imprese di tutti i settori, dal metallurgico all’abbigliamento, disponibili a rilevare la temperatura ai dipendenti tre volte al giorno, a dotarli di mascherine e guanti, a far rispettare la distanza di sicurezza e l’igiene delle mani” – e ha aggiunto – “Propongo a Palazzo Chigi di concedere alle Regioni l’opportunità di sperimentare una modalità sicura di riapertura”. Nel dettaglio, Zaia ha indicato la data del 14 aprile per riavviare le attività aziendali in questione, ponendo però una condizione: che il governo revochi l’ordinanza della requisizione delle mascherine, altrimenti le aziende non potranno essere messe nella condizione di mettere in sicurezza i propri dipendenti.

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