Coronavirus, cerca di comprare i regali per suo figlio ma viene fermata: l’incredibile storia di una donna che lavora per il NHS

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:21
La 28enne Robyn Fairfield-Bretherton

Una donna che lavora per il National Health Service inglese, dopo 12 ore di turno, è entrata in un negozio per acquistare dei regali per suo figlio. Qui è stata umiliata dal personale dell’esercizio commerciale

Stiamo attraversando un periodo difficile, sotto tutti i punti di vista, e la festività della Pasqua che ci apprestiamo a vivere oggi è diversa rispetto a tutte le altre che abbiamo conosciuto. Il clima di paura, di attesa e di rassegnazione (ma, si spera, anche di speranza), in cui ci ha fatto piombare l’emergenza Coronavirus non impedisce comunque di pensare– anche materialmente- alle persone care.

Così, una donna che lavora presso il National Health Service della Gran Bretagna– dopo un estenuante turno di lavoro durato 12 ore– ha deciso di acquistare un regalo da donare al figlio per il suo compleanno. Prima di rincasare si è fermata in un negozio di B&M: qui, come ora vedremo, le è stato negato l’accesso immediato al negozio. Di questa vicenda ci dà notizia il Metro.co.uk.

Umiliano membro del personale sanitario inglese, la storia di Robyn Fairfield-Bretherton e del regalo di suo figlio

Contea inglese del Merseyside. Quella che stiamo per raccontarvi è una storia vissuta sulla propria pelle da Robyn Fairfield-Bretherton, una giovane donna di 28 anni. La 28enne, che è mamma di un bimbo di due anni, lavora come assistente sanitaria presso l’Ospedale di Aintree.

Dopo un turno lavorativo di 12 ore, nonostante la stanchezza e lo stress causato a lei e ai suoi colleghi dall’emergenza Coronavirus, Robyn ha avuto la forza di pensare a suo figlio e al suo imminente compleanno. Cosa acquistare per il bimbo? Un regalo, magari da comprare presso il negozio di B&M sito nel parco commerciale di Switch Island, in località Bootle. Ed è proprio qui che la ragazza si è recata.

Quello che è accaduto dopo è stato raccontato per bocca della sorella di Robyn: la donna sarebbe stata umiliata dal personale del negozio, che le avrebbe impedito di entrare nel locale. Tutto perché il suo lavoro da operatore sanitario non le concedeva l’opzione di saltare la fila. Robyn, che si è sentita presa di mira, è scoppiata in lacrime.

Umiliano membro del personale sanitario inglese, il racconto di Stephanie Fairfield al Liverpool Echo  le dichiarazioni del portavoce di B&M

Stephanie Fairfield (33 anni), sorella di Robyn Fairfield-Bretherton, ha raccontato la sua versione dei fatti ai microfoni del Liverpool Echo:

Robyn è andata a cercare regali per il compleanno di suo figlio. Ha mostrato il suo documento di identità al personale di sicurezza e le è stato rifiutato l’ingresso, a meno che non fosse andata in fondo a una lunga coda. Le persone che erano in coda si sono offerte di lasciarla entrare prima di loro e hanno persino detto che era in loro compagnia pur di farla entrare. Le hanno anche offerto di lasciarle il loro posto in coda e di andare in fondo al posto suo, ma le è stata negata anche questa opzione“.

Stephanie ha specificato che il personale di sicurezza avrebbe continuato a sollevare questioni e a chiedere alla donna di unirsi alla fila che sostava sul retro. Richiesta che le sarebbe stata fatta anche dal gestore del negozio.

A nulla è valsa la spiegazione di Robyn sul suo lavoro e sulla necessità di trovare un regalo per il figlio: le è stato offerto uno sconto del 10% ma non l’accesso al negozio in via prioritaria. Infine, la 28enne- che si è messa a piangere per l’umiliazione– ha deciso di andar via. Questo non le ha impedito di trovare un giocattolo per suo figlio e delle torte in un altro negozio, che si trova a Sainsbury.

Un portavoce di B&M ha voluto chiarire la posizione dell’esercizio commerciale su quanto accaduto:

Abbiamo sperimentato che consentire ai colleghi del NHS di mettersi in prima fila ha messo a rischio loro e i nostri colleghi, in quanto le altre persone in coda non si rendono conto che si tratta di dipendenti del SSN. Al momento non siamo in grado di offrire la messa in coda prioritaria al fine di proteggere i nostri colleghi e clienti. Supportiamo pienamente il lavoro del SSN e abbiamo esteso lo sconto per i colleghi a tutti i dipendenti del SSN”.

Maria Mento

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