Le flatulenze possono veicolare il Covid-19? Se ne ritorna a parlare, ma Pechino aveva già smentito

In gran Bretagna si torna a parlare di un argomento già affrontato nel corso dello scorso febbraio 2020: le flatulenze intestinali e la possibilità che esse possano veicolare il Covid-19. Ma dalla Cina dicono che non è possibile

In una Gran Bretagna sotto shock a causa della forte incidenza che il Coronavirus sta avendo nel Paese– tanto da spingere la Regina Elisabetta II a comparire in televisione in via del tutto straordinaria- si teme che il virus possa essere contratto respirando le flatulenze intestinali dei malati. Di questa “particolare” via di contagio, di cui già si era parlato diverse settimane addietro, ci fa un breve resoconto il Daily Star.

Il Coronavirus non si trasmette con le flatulenze, se ne parla sulla CBBC

Il Coronavirus si può trasmettere per mezzo dei gas intestinali? La domanda arriva dalla Gran Bretagna, e precisamente da Operation Ouch, un programma televisivo educativo per bambini mandato in onda dalla CBBC. Xander Van Tulleken– medico che presenta il programma- ha sollevato la questione sui social media e ha citato uno studio condotto dal medico australiano Andy Tagg.

Secondo lo studio in questione, il virus era presente nelle feci di oltre la metà dei pazienti Covid-19 (il 55%) presi come campione. Da qui il timore che il virus si possa contrarre respirando i peti altrui, in quanto microscopiche particelle di feci infette potrebbero essere così espulse dall’intestino. Come ha spiegato lo stesso dottor Tagg, la questione va ulteriormente approfondita prima di parlare di dati certi.

Il Coronavirus non si trasmette con le flatulenze, il Centro per la Prevenzione e il Controllo delle malattie di Pechino assicura: non c’è rischio

Il Centro per la Prevenzione e il Controllo delle malattie del distretto Tonghzhou di Pechino ha chiarito (e lo ha fatto pubblicamente) che le flatulenze intestinali non sono un veicolo di contagio del nuovo Coronavirus, a meno che non ci si avvicini troppo a un paziente privo di abbigliamento intimo o di pantaloni. Insomma, i vestiti agirebbero come barriera nei confronti del Covid-19.

La notizia è stata pubblicata dal Global Times e poi è stata ripresa anche in Italia – per esempio da Dagospia– nel corso dello scorso mese di febbraio 2020. Gli esperti che lavorano presso il Centro sono stati costretti a rispondere, su WeChat, alle insistenti domande dei cittadini cinesi: tra la popolazione si era diffusa la paura che i peti potessero trasmettere il virus.

Pare che questo timore fosse sorto dopo la pubblicazione di uno studio scientifico- ci dice Dagospia– condotto da un team guidato dal dottor Zhong Nanshan. Addirittura, sembra fosse stata persino avviata una petizione in cui si chiedeva di intraprendere una produzione specifica di mascherine per il lato B.

Maria Mento