Coronavirus, la gravissima accusa di un professore al governo: “I morti sono tre volte tanto”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:55

Secondo il Professor Luca Ricolfi, sociologo e politologo, il numero dei morti potrebbe essere tre volte superiore rispetto a quello rilevato dalla Protezione Civile

80 mila morti: è questa la cifra stimata dal Professor Luca Ricolfi, che lancia al governo la pesantissima accusa di aver insabbiato il numero effettivo dei decessi. Nella fattispecie, secondo il sociologo, la mortalità al Sud potrebbe essere 10 volte quella rilevata dalla Protezione Civile. Ricolfi, ideatore della Fondazione Hume, affonda un duro colpo al governo, tacciandolo di nascondere ai cittadini italiani l’effettivo stato delle cose.

L’unica strategia per ripartire è la TMT: Tamponi- Mascherine – Tracciamento

Questo, tuttavia, non è l’unico capo di accusa attribuito a Conte e al Consiglio dei ministri: da un lato c’è il fatto che la responsabilità della lentezza della curva di discesa è stata causata dal ritardo di 2 settimane nell’attivare il lockdown totale, dall’altro Ricolfi ritiene che il governo non stia ancora mettendo in pratica le tre cose che avrebbero potuto abbreviare il percorso di uscita dall’emergenza, ovvero la strategia TMT: Tamponi – Mascherine – Tracciamento. Nella fattispecie, T sta per tamponi di massa, M come mascherine per tutti e T come tracciamento dei casi positivi e dei loro contatti. Per giungere a tali conclusioni, il sociologo guarda agli altri Paesi che hanno portato a casa risultati positivi nella lotta alla diffusione del covid-19 mettendo in atto questa strategia: “I paesi che hanno riportato vittorie significative nella lotta al virus (Cina, Corea del Sud, Singapore), hanno avuto successo perché hanno fatto queste cose. E in Europa tutto lascia pensare che il tributo di morti di ogni paese dipenderà più da T-M-T che dalla durata del fermo delle attività produttive”.

E’ stato tutto un problema di diagnosi

Stando alla congettura di Ricolfi, il problema dell’andamento dei contagi è scaturito da una questione derivante dalla sottostima delle diagnosi in Veneto e in tantissime Regioni del Sud Italia. A riguardo ha dichiarato: “Il rapporto tra morti non accertati e morti accertati in Lombardia è 2:1, in Veneto è circa 7:1. Fatto 100 il numero di morti stimato nella Zona Rossa (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche) nel Sud non è un decimo ma un po’ più della metà”.

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