Aiutata dai finanzieri a far ripartire l’auto, multata poco dopo dalla Polizia: dottoressa scrive alla Raggi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:09

Un medico specializzando di Roma ha scritto alla Raggi dopo aver ricevuto una multa per violazione del decreto che ritiene ingiusta.

Come ogni medico o infermiere che lavora in un ospedale in cui si cerca di salvare vite dal Covid-19, anche Anna D’Angellillo, giovane medico del reparto Malattie Infettive del Gemelli di Roma sta vivendo un periodo infernale. I turni si sono allungati, lo stress e l’ansia di venire contagiati si sono aggiunti alla routine quotidiana. Così, quando si ha un po’ di tempo libero, i medici cercano di risolvere le piccole o grandi problematiche che possono capitare nella quotidianità fuori dal lavoro.

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Per la giovane dottoressa l’esigenza a cui porre rimedio era fare ripartire l’auto. Questa, infatti, aveva la batteria a terra e per risolvere il problema è andata da un collega per farsi prestare i cavi. Mentre cercava di caricare la batteria, Anna è stata aiutata da due finanzieri che l’hanno vista in difficoltà. Rimessa in moto l’auto, il giovane medico è stato fermato da una pattuglia della Polizia. Nonostante abbia spiegato loro il motivo per cui era fuori casa, gli agenti le hanno fatto una multa da 533 euro.

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Medico multato dalla Polizia scrive alla Raggi

Infuriata per la multa ricevuta, la D’Angelillo ha scritto una lettera di lamentele alla sindaca Raggi. In questa ha prima di tutto sottolineato che è: “Quotidianamente impegnata nell’assistenza ai pazienti affetti da Covid-19“. Quindi ha raccontato l’accaduto e perché ritiene che la multa sia ingiustificata: “Accortami che la macchina non partiva ho pensato di approfittare di un giorno non lavorativo per recuperare dei cavi da un mio collega e far ripartire la macchina. Sono stata aiutata dalla guardia di finanza per mettere in moto l’auto per poi essere multata 150 metri dopo dalla polizia nonostante abbia cercato più volte di chiarire la situazione”.

Alla prima cittadina, il giovane medico spiega come quella sanzione andrà scalata dal suo stipendio: “Questi 533 euro li scaleró dalla mia busta paga, già ridicola di fronte agli straordinari, ai rischi e e ai sacrifici di questi mesi”. In attesa di una risposta alla sua lettera pubblica, la dottoressa ringrazia chi le ha manifestato sostegno e spiega che d’ora in avanti agirà per vie legali.

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