Coronavirus, la caccia all’uomo e le priorità su cui l’Italia dovrebbe davvero concentrarsi

Da qualche giorno i media, e anche i social, hanno iniziato a porre l’attenzione sui trasgressori delle norme anti-Coronavirus. Ma è davvero questa la priorità da perseguire?

In un lungo post che Daniele Raineri, giornalista de Il Foglio, ha voluto scrivere sulla sua pagina Facebook, il professionista ha voluto porre l’attenzione su un aspetto specifico di quanto sta accadendo in questi giorni. La restrizioni volute dal Governo, ed estese fino al prossimo 3 maggio, hanno portato a un’intensificazione dei controlli su tutto il territorio nazionale. Questo al fine di far comprendere a tutti che le regole vanno rispettate e per evitare assembramenti che possano portare allo sviluppo di altri focolai.

A maggior ragione adesso, che con l’arrivo delle belle giornate si teme che si possa avvertire di più la tentazione di uscire per respirare i profumi della primavera. I media, dunque, hanno iniziato a dedicare servizi ai controlli messi in campo dalle Forze dell’Ordine, talvolta scoprendo in diretta televisiva dei trasgressori (o dei presunti tali) e seguendo gli sviluppi della vicenda. Ma le priorità del Governo (e di riflesso anche dei media)- dice Daniele Raineri- dovrebbero essere altre e non quella di concentrarsi sulla caccia all’uomo.

Il Coronavirus e la caccia all’uomo, il giornalista Daniele Raineri su Facebook: “Le priorità devono essere altre”

Ieri mattina in una trasmissione della Rai hanno fatto vedere i vigili urbani che con un drone inquadravano dall’alto un runner, un signore in pantaloncini con i capelli bianchi che correva da solo nel verde in zona Appia Antica, e lo fermavano (il cerchio rosso l’ho messo io). Chi ha fatto il montaggio ha aggiunto la Cavalcata delle Valchirie di Wagner alla scena del fermo – citazione ovvia di Apocalypse Now. (…)”.

Inizia così un post che una manciata di ore fa il giornalista Daniele Raineri ha scritto sulla pagina Facebook, commentando le immagini che da qualche giorno a questa parte ci sitiamo ritrovando a guardare sugli schermi delle nostre televisioni. L’esempio fatto dal giornalista parla di una trasmissione della Rai, ma ce ne sono anche altre- su altri canali- ad aver dato spazio a servizi che hanno lo scopo di testimoniare il rispetto delle restrizioni imposte dal Governo italiano. Talvolta capita che un cittadino venga avvistato– in diretta- mentre cammina o corre in solitaria, e allora scatta il controllo che porta gli inviati a seguire più da vicino tutto l’iter dell’avvicinamento degli agenti al presunto trasgressore.

Si chiede, lecitamente, Daniele Raineri: è questa la priorità del Governo? Cioè tenere i cittadini chiusi in casa? Sicuramente no. E dunque non c’è bisogno di porre l’attenzione su delle trasgressioni, che, tra l’altro, rappresentano l’eccezione e non la regola.

Le priorità sono di carattere ben diverso e di natura assolutamente urgente: consegnare milioni di mascherine usa e getta, effettuare milioni di tamponi ogni giorno e riuscire a ottenere i risultati in tempo utile, mettere a punto la famosa app che a breve si dovrà scaricare per il contact tracing, riferire sulle strutture di accoglienza gratuita che dovrebbero accogliere i 73mila contagiati che attualmente si trovano in stato di isolamento domiciliare e sui test sierologici. Per ognuno di questi punti il giornalista fa il punto della situazione, evidenziando tutte le criticità del caso.

Il Coronavirus e la caccia all’uomo, gli italiani non stanno a casa per evitare le multe ma per paura

Questa sorta di caccia all’uomo avrebbe innescato un altro equivoco: si pensa, infatti, che le persone rimangano a casa per evitare di essere pizzicate dalle Forze dell’Ordine. Non è così perché c’è veramente paura di ammalarsi o di vedere ammalarsi i propri cari. Scrive ancora Daniele Raineri:

C’è poi questo equivoco sugli italiani, che starebbero in casa per paura delle multe e del drone della polizia municipale. Gli italiani stanno in casa perché non vogliono fare due settimane a letto con una polmonite che ti lascia stremato e non vogliono vedere i genitori portati via per essere intubati in un reparto di terapia intensiva. E quelli che sono statisticamente meno vulnerabili si sono adattati lo stesso, per rispetto delle categorie più vulnerabili. E infatti se si vanno a vedere i risultati dei controlli la percentuale di violazioni è irrisoria. (…)”

Maria Mento