Coronavirus, in Francia i lavoratori di un McDonald’s fallito hanno occupato la struttura per distribuire cibo

Marsiglia (Francia). Un McDonald’s fallito nel dicembre del 2019 è stato riaperto dai suoi ex dipendenti, ma non come fast food: adesso la struttura distribuisce cibo a chi si sta trovando in difficoltà

Il 19 dicembre del 2019, dopo una battaglia durata mesi, un McDonald’s che si trova a Saint Barthelemy (nel nord della città francese di Marsiglia) ha chiuso i battenti e ha dichiarato fallimento. Oggi, chi ci lavorava ha deciso di occupare lo stabile vuoto per dare il suo supporto contro il Coronavirus. Gli ex dipendenti della nota catena di fast food si sono messi a distribuire cibo per i bisognosi del quartiere. Questa riconversione è riuscita grazie all’idea avuta da Kamel Guemari, sindacalista che ha animato la lotta contro la chiusura del fast food e che è stato vittima di un tentativo di omicidio.

McDonald’s fallito a Marsiglia diventa punto di riferimento per i bisognosi, la rinascita del fast food di Saint Barthelemy

I cittadini francesi si stanno mobilitando per aiutare chi sta soffrendo maggiormente a causa del contraccolpo economico portato dalla quarantena. Succede a Marsiglia, dove la storia di un dramma lavorativo si è trasformata in una storia di profonda solidarietà. Protagonisti di questa bella iniziativa sono gli ex dipendenti del McDonald’s di Saint Barthelemy, fast food andato fallito- dopo una lunga quanto inutile battaglia- alla fine del 2019.

Il locale è stato resuscitato, ma ha cambiato il suo volto: è rinato come punto di produzione di pasti da distribuire ai bisognosi del quartiere. Tutto è avvenuto senza il permesso dei vertici francesi di McDonald’s, i quali hanno riposto a una email ricevuta in data 3 aprile 2020 dicendosi non favorevoli all’iniziativa. Il dettaglio della comunicazione via email è stato riportato dalla pagina Facebook “Red London” e dal giornale francese la Marseillaise.

Nonostante tutto, il locale di Saint Barthelemy si è rianimato e ha visto la comparsa di circa dodici ex dipendenti, armati di guanti e mascherine e impegnati ora in quella che è stata definita “un’operazione umanitaria”.

McDonald’s fallito a Marsiglia diventa punto di riferimento per i bisognosi, molti cittadini non hanno più niente da mangiare

Come viene messa in moto questa complessa macchina di aiuti? Se i volontari sono messi nella condizione di preparare i pasti è grazie all’azione di negozianti e residenti, che procurano il cibo successivamente conservato nei frigoriferi del locale. Una volta composte le porzioni, sistemate in piccole scatole per alimentari, queste vengono distribuite per tutto il vicinato.

La situazione del quartiere è grave: come riporta il Morning Star Online, c’è un tasso di disoccupazione pari al 25%. Siamo ben oltre la media nazionale fatta registrare dalla Francia (8,5%). Le stime rivelano che circa il 39% della popolazione vive sotto la soglia della povertà.

In questo stato di emergenza, se non interveniamo per i nostri quartieri, chi lo farà?”, ha dichiarato il sindacalista Kamel Guemari. Gli ha fatto eco Nair Abdallah, portavoce dell’Associazione di vicinato della Maison Blanche:

Le famiglie stanno iniziando a dirci che non hanno più niente da mangiare. Una madre ha detto che lei e i suoi figli non avevano altro che zuppa di cipolle da mangiare da più di tre giorni”.

Maria Mento