Ricostruire: non solo un imperativo, ma anche un piano – proposto da un team di professionisti

Conte riceve suggerimenti da 40 professionisti riguardo la ripartenza

Coronavirus, si pensa alla fase due e per la ripartenza sono più di 40 i professionisti che si sono uniti per creare un Piano Operativo per uscire dall’emergenza.

“Ricostruire”: si chiama così il Piano Operativo pensato da oltre 40 tra professionisti, imprenditori e accademici, ideato per raccogliere idee per uscire dall’emergenza.

Ricostruire, come dopo una guerra, grazie alle competenze di tutti, indipendentemente dagli schieramenti politici. Tra i professionisti, imprenditori e accademici coinvolti nella stesura del Piano Operativo e riportati da Dagospia si leggono Stefano Parisi, Alessandro Banzato, Giuseppe Bertagna, Raffaele Calabrò, Massimo Caputi, Giovanni Castellaneta, Luca De Michelis, Nicolò Dubini, Elia Federici, Vito Gamberale, Giampaolo Galli, Antonio Gozzi, Paolo Garonna, Donato Jacovone, Emmanuele Massagli, Lorenzo Ornaghi, Fabio Pamolli, Francesca Pasinelli, Paolo Pizzarotti, Riccardo Puglisi, Florindo Rubbettino, Maurizio Sacconi, Filippo Satta, Filippo Sgubbi, Roberto Spada, Giovanni Tria, Maurizia Villa.

La fase due dell’emergenza è economica

Emerge ormai la certezza che, in questa seconda fase, sarà necessario convivere con il virus. Al contempo è necessario far ripartire l’economia in maniera tempestiva anche se responsabile. La pandemia ha travolto il nostro paese in un momento di debolezza, con “l’economia meno produttiva d’Europa, il debito pubblico più elevato, la burocrazia più pervasiva”.

Tra i modi per gestire la ripartenza convivendo con il virus in attesa di un vaccino, sarà utile aumentare il numero di test e tamponi, geolocalizzando i positivi, mantenendo il distanziamento sociale e fornendosi di dispositivi di protezione.

Alcune proposte contenute in Ricostruire

Ma cosa significa ricostruire, per l’economia? “significa proteggere le imprese, non solo garantendo la liquidità che serve, ma anche intervenendo sulle norme di bilancio societario e sulle norme concorsuali.” Come si legge dal piano è indispensabile una manovra che garantisca maggior produttività, che porti la pressione fiscale sotto il 40% e che attiri investimenti privati. Sotto il punto di vista dell’istruzione invece significa organizzare attività alternative per gli studenti in maniera sistematica, rilanciando la formazione di ogni ordine e grado.

In turismo e cultura, Ricostruire chiama a promuovere le eccellenze italiane nel mondo, creando una maxi filiera cultura-turismo-moda-alimentare. Oltre che far ripartire in modo efficace il sistema turistico del Paese. Per il Welfare si tratta invece di abbattere burocrazia ed “eliminare provvedimenti costosi ed improduttivi come Quota 100 e il Reddito di cittadinanza” allo scopo di risparmiare sulla spesa pubblica.

Per l‘Innovazione l’idea è di incentivare le donazioni private, eliminare la frammentazione di strutture e finanziamenti mettendo al centro le Università, “rendendo più efficienti i processi di trasferimento tecnologico, accelerando la trasformazione delle Tlc e della rete”.

Nel piano sono contenute alcune delle migliori proposte avanzate in queste settimane come quella del Dipartimento di Scienze Economiche ed Aziendali dell’Università di Padova, il contributo di Piergaetano Marchetti e Marco Ventoruzzo, le idee sulla Ricerca di Francesca Pasinelli, le proposte di Nicola Bedin, il progetto di Giovanni Tria e Pasquale Lucio Scandizzo.

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