Coronavirus, c’è la conferma della Cina: +50% di decessi rispetto alle cifre ufficiali di Wuhan

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:38

Dopo i dubbi che sono stati sollevati sulla veridicità dei dati ufficializzati dalla Cina sul Coronavirus, è arrivata la conferma: c’è un 50% in più di decessi a Wuhan

Nel conteggio ufficiale dei decessi causati dal Coronavirus a Wuhan vanno inserite altre 1290 persone. La rettifica del Governo cinese è arrivata dopo i ragionevoli dubbi sollevati dai media sulla questione. Era stato notato che molte persone erano in attesa di portare a casa le cenere dei propri defunti, e che per questo facevano la fila alle agenzie funebri: troppe persone, per il numero dei morti dichiarato. L’epicentro della pandemia, quindi, ha fatto registrare un 50% di decessi in più rispetto alle cifre ufficializzate in precedenza.

La Cina rivede (al rialzo) il numero delle vittime di Wuhan: “Dobbiamo essere responsabili verso la storia”

Con una mossa un po’ a sorpresa, la Cina ha rivisto (al rialzo) i numeri dei contagi e dei decessi da Coronavirus che si sono verificati a Wuhan, la metropoli da cui tutto è partito. Rispetto ai conteggi ufficiali, adesso, si parla di 50.333 contagi (+325)  e di 3.869 vittime (+1290).

Queste le cifre che sono state riportate dall’Agenzia Ansa, così come è stata riportata anche la motivazione che ha spinto alla revisione. “La revisione è conforme a leggi e regolamenti– hanno spiegato, con una nota, dal quartiere generale municipale impegnato nella prevenzione e nel controllo del virus- e al principio di essere responsabili verso la storia, le persone e i defunti”.

La Cina rivede (al rialzo) il numero delle vittime di Wuhan, perché ci sono discrepanze nei dati: quattro i fattori

Nella stessa nota sono contenuti anche i motivi che hanno portato a stilare dei dati non conformi a quanto realmente accaduto.

Perché questi errori di calcolo, dunque? Primo: inizialmente, gli ospedali e le strutture sanitarie sono state letteralmente travolte dall’elevatissimo numero di casi. Secondo: tante persone sono morte in casa, senza che nessuno fosse al corrente dell’avvenuto contagio.

Terzo: vista la necessità di allestire velocemente nuove strutture ospedaliere, non tutte- nella provincia di Hubei- sono state collegate alla rete di informazione sull’epidemia (con evidente esclusione di alcuni dati da conteggio). Quarto: le informazioni comunicate su molti decessi erano incomplete o errate.

L’insieme di questi fattori ha portato alla discrepanza tra dati ufficiali e dati reali.

Maria Mento

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