Coronavirus, la virologa Ilaria Capua indica la strada: “Chi ha gli anticorpi deve uscire”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:18

In una recente intervista, l’illustre virologa Ilaria Capua indica all’Italia e agli italiani la strada da seguire per affrontare la fase 2.

Sono settimane ormai che sentiamo parlare gli esperti ed il governo di “fase 2“. Con questo termine non si vuole indicare un ritorno alla normalità pre virus, ma l’ingresso in una nuova quotidianità, in cui gli italiani devono imparare a convivere con la presenza del virus e prendere le dovute precauzioni. Come ripetuto più volte, infatti, il Covid-19 non scomparirà del tutto e bisognerà evitare che si diffonda nuovamente in maniera incontrollata.

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Per capire meglio in cosa consiste la convivenza con il Coronavirus, il sito d’informazione ‘Leggo‘ ha intervistato l’esperta virologa Ilaria Capua. La Direttrice dell’One Health Center of Excellence dell’Università della Florida spiega che il prossimo 4 maggio si potrà uscire di casa, ma specifica: “Chi ha gli anticorpi al Covid-19 può uscire di casa, certo”. Per quanto riguarda gli altri, la virologa dice: “Con una griglia del rischio ben evidenziata, è inutile tenere tutta la popolazione chiusa in casa. Invece bisogna già andare a caccia degli anticorpi, rovesciando l’approccio alla pandemia. Gli ospedali non sono più al collasso come tre settimane fa, ora sono un punto di forza”.

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Ilaria Capua: “Bisogna mitigare il contagio”

Chiaramente tutti quanti aspettano il giorno in cui verrà dichiarato il rischio zero di contagio. In questo momento, però, annullare il contagio è un obiettivo distante. A specificarlo è la stessa virologa che a tal proposito dice: “La parola d’ordine è ‘mitigare il contagio’, non certo puntare a bloccarlo in una fase come questa. Il virus non si estingue da solo, ha avuto una diffusione rapidissima anche grazie alla notevole mobilità umana. Potrebbe cambiare, magari diventare un’influenza”.

Prima di essere fraintesa la dottoressa Capua specifica che per chi si ammala (anche nel caso diventasse un’influenza) non si tratterebbe di una situazione banale. Quindi conclude spiegando che, per convivere con il virus: “la consapevolezza del rischio è un fattore fondamentale per la riorganizzazione della collettività”.

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