Coronavirus, Ricciardi tra origine “naturale” del virus, seconda ondata di contagi certa e fase 2 da non anticipare

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:51

Lunga intervista rilasciata da Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministero della Salute, al giornale ilcaffeonline.it

Intervista che potete leggere per intero cliccando qui, di cui vi proponiamo alcuni estratti.

Innanzitutto, Ricciardi ha nuovamente smentito l’ipotesi – circolata nuovamente con insistenza in questi giorni:

Che questo sia un virus “naturale” lo sappiamo con certezza perché c’è un lavoro dirimente su questo tema pubblicato su Science il 17 marzo. È un lavoro inequivocabile perché analizza i genomi del virus e delle sue varie caratteristiche ed esclude categoricamente che possa trattarsi di un virus artificiale. Che poi ci siano laboratori in cui vengono fatti esperimenti nessuno lo può escludere”.

Quindi, per quanto riguarda il vaccino, a dire di Ricciardi bisognerà ancora attendere e sarà un vaccino per certi versi simile a quello contro l’ingluenza:

Per l’influenza non abbiamo un vaccino universale ma lo dobbiamo riprodurre di anno in anno. Io penso che sarà così anche per questo virus respiratorio: è probabile che non ci sarà un’immunità permanente ma ci un’immunità più o meno duratura, che andrà rinforzata con vaccini. Ci vorrà ancora tempo. A essere ottimisti penso che potremo pensare di avere una sperimentazione un po’ più avanzata entro l’anno ma per avere un vaccino disponibile a essere somministrato in modo diffuso bisognerà aspettare più tempo”.

Bisognerà aspettare tempo ma fino a quel momento bisognerà essere cauti, perché ci saranno sicuramente nuove ondate di contagi:

“È una certezza. Fino a quando non avremo un vaccino ci saranno nuove ondate o, speriamo, tanti piccoli focolai epidemici che andranno contenuti. Quello autunnale e invernale, come nel caso dell’influenza, è il periodo in cui una combinazione di eventi climatici, comportamentali, immunologici fa si che il virus possa riemergere. Per questo è molto importante non accelerare le riaperture: in caso contrario la seconda ondata invece di averla più avanti rischiamo di subirla prima dell’estate”.

Prima del vaccino, comunque, bisognerà convivere con questo virus con cui conviviamo già da un mese e mezzo:

“Fino a quando non avremo una immunità di gregge provocata favorevolmente dal vaccino avremo una lunga fase di convivenza col virus. Speriamo che sia una convivenza di mesi e non di anni, ma ci troveremo di fronte a una nuova normalità. Se verrà gestita bene dai governi sarà una nuova normalità accettabile, altrimenti affronteremo tante continue piccole ondate di epidemia che si alterneranno a periodi di calma. La misura più importante sarà il distanziamento fisico, la distanza tra le persone che non sono certe del loro stato immunologico”.

Rimanendo alla fase due, non sono da suggerire accelerazioni di alcun tipo (come richiesto invece – per esempio – dalla Lombardia):

Tra i paesi europei la Lombardia è la regione che in questo momento ha maggiori problemi. Non l’Italia, ma la Lombardia. Mi sembra non saggio fare delle aperture a prescindere dalle valutazioni oggettive. I paesi che come l’Austria e la Svezia stanno agendo senza tener conto di queste valutazioni penso che pagheranno un prezzo. Lo vedremo nelle prossime settimane”.

Per finire, una battuta a tutti gli italiani:

Agli italiani e a tutto il mondo possiamo dire che questo è un evento epocale, che gli scienziati e qualche imprenditore visionario come Bill Gates avevano previsto che sarebbe accaduto. Il mondo si è fatto trovare largamente impreparato, ma pensare di approcciare questo evento epocale con gli stessi strumenti mentali, politici e tecnici con cui abbiamo affrontato l’epoca contemporanea è profondamente sbagliato”.

Insomma, è chiaro a tutti che il futuro è adesso.

Bisognerà capire / stabilire quale sarà questo futuro.

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