La nube degli incendi scoppiati in Aprile a Chernobyl raggiunge l’Europa? Facciamo chiarezza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:29

Nube radioattiva arriva sull'Europa

La nube radioattiva scaturitasi dall’incendio nei boschi di Chernobyl giunge adesso in Europa, monitorata dall’IRSN che ne minimizza gli effetti.

L’istituto francese di radioprotezione e sicurezza nucleare (Irsn) ha diffuso un video in cui mostra la diffusione della nube nata dall’incendio sviluppatosi nella “zona di esclusione”, cioè l’area attorno alla centrale di Chernobyl, in Ucraina.

L’incendio era scoppiato nella foresta Rossa ad inizio aprile. Secondo i dati dell’Irsn i focolai dell’incendio sono stati riattivati a causa di “forti venti che hanno alimentato le braci dei precedenti incendi”, come si apprende da una nota.

L’Irsn sta monitorando lo spostamento delle potenziali emissioni radioattive che potrebbero essersi elevate dal suolo di Chernobyl ed essersi disperse sui cieli europei in questi giorni.

L’istituto ha prodotto anche una simulazione, “effettuata partendo dal presupposto che le emissioni radioattive medie, avvenute tra il 3 e il 12 aprile 2020, continueranno dal 14 al 20 aprile 2020”. Il video è stato riportato dal sito di informazione SputnikNews.

L’origine degli incendi

L’incendio principale si è sviluppato a circa 70 km a ovest della centrale di Chernobyl, estendendosi verso ovest per 25 km, distruggendo 22mila ettari di terreno. Un secondo incendio è partito a 30 km dalla centrale, ai margini della zona di esclusione, mentre altri due focolai minori sono stati rilevati all’interno dell’area, a soli 2 km dalla centrale nucleare. Secondo l’Irsn i fumi dell’incendio hanno causato un degradamento dell’aria di Kiev, dove si rilevano ceneri trasportate dal vento.

Secondo l’analisi dell’Irsn, su “le valutazioni dosimetriche effettuate” secondo gli scenari studiati, sono considerate basse o estremamente basse, “sia in prossimità del fuoco che a Kiev”.

Più specificatamente la stima dell’impatto derivante dall’inalazione della radioattività portata dalle masse dell’aria che arriva in Francia “rimane invariata e senza conseguenze per la salute“.

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