Coronavirus e aperture differenziate, il no di Fontana (che critica De Luca)

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:09

coronavirus fontana aperture Le aperture differenziate per regione non convincono il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. 

Le idee al vaglio per la fase 2 che dovrebbe partire dal 4 maggio – salvo ulteriori proroghe, ndr – lasciano più di qualche dubbio al governatore lombardo, intervenuto su Rai Radio 1 proprio per commentare le ipotesi su cui sta ragionando il governo Conte.

“Sarebbe un grosso rischio, perché il contagio riesce a non diffondersi se c’è il rispetto di alcune regole – ha detto Fontana – se il contagio riprende è un rischio per tutti, e se non siamo in grado di contenerlo rispettando tutti le stesse regole non c’è chi più o chi meno: credo si debbano fare valutazioni comuni tra regioni”.

E’ lo stesso presidente della Regione Lombardia a sottolineare che durante la cabina di regia dello scorso fine settimana non si è discusso di aperture differenziate per regione.

Fontana contro De Luca: “Non chiuderemo mai la porta ai campani”

“E’ uscito che si sarebbero date linee generali per tutto il Paese – ha spiegato Fontana – e che saranno esaminati con dettaglio i tipi di aperture che si potranno fare”.

Inoltre, il governatore lombardo ha voluto replicare anche all’omologo campano, Vincenzo De Luca, che aveva annunciato di voler “chiudere la Regione” se la Lombardia deciderà di riaprire. “Caro governatore Vincenzo De Luca – ha scritto Fontana su Facebook – sappia che qualunque cosa accada noi non chiuderemo mai la porta ai 160mila italiani, tra cui circa 14mila campani, che ogni anno scelgono di venire in Lombardia per farsi curare”.

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!