Coronavirus: scarcerati i boss mafiosi Bonura e Iannazzo, altri 74 sono in attesa di scarcerazione

A causa dell’emergenza sanitaria sono stati concessi i domiciliari ai boss Bonura e Iannazzo, altri 74 sarebbero in attesa di un simile provvedimento.

Già da settimane si parla del problema carceri in relazione al Coronavirus. Le celle dei penitenziari infatti non sono sufficientemente grandi da consentire il mantenimento del distanziamento sociale necessario ad impedire la diffusione del virus. Pertanto i magistrati sono stati invitati dalla Cassazione a porre ai domiciliari tutti quei carcerati che non rappresentano un pericolo o che per età o malattie pregresse rischiano di ammalarsi gravemente.

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Il dilemma etico e giudiziario si pone adesso con il caso evidenziato da ‘L’Espresso‘. In un articolo uscito oggi, il quotidiano parla della scarcerazione del boss palermitano Francesco Bonura. Questo è stato condannato a scontare 23 anni di carcere sotto il 41bis per concorso in associazione mafiosa. E’ ritenuto uno dei boss più influenti e su di lui pendono sospetti di svariati omicidi per i quali però non sono state trovate prove sufficienti. Molto vicino a Bernardo Provenzano, Bonura è ritenuto una figura chiave per la gestione degli appalti e la costituzione del sistema pizzo a Palermo.

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Coronavirus: 74 boss in attesa di scarcerazione

Chiaramente il giudice di sorveglianza ha convalidato i domiciliari per ragioni di salute in considerazione della situazione d’emergenza. Bonura tornerà a Palermo e potrà uscire di casa solo per problemi di salute suoi o dei familiari. Il caso Bonura, unito a quello di Catanzaro in cui sono stati concessi i domiciliari al boss della ‘ndrangheta Iannazzo (78 anni), aprono la pista a numerose altre scarcerazioni per detenuti sottoposti al 41bis, regime per il quale non esisterebbero deroghe alla carcerazione.

A rendere possibile tale soluzione c’è l’età avanzata di numerosi carcerati di lungo corso che scontano pene perché membri di associazioni mafiose. Sarebbero ben 74, secondo ‘L’Espresso’, i boss in attesa di domiciliari. Tra questi spicca il nome di “Nitto” Santapaola, condannato per diversi omicidi tra i quali si ricorda anche quello di Giuseppe Fava.