Tasse, ecco cosa aspettarsi dal prossimo 1 giugno: parla il Direttore dell’Agenzia delle Entrate

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:32

Ernesto Maria Ruffini, Direttore dell’Agenzia delle Entrate, ieri ha tenuto un’audizione alla Camera e ha relazionato sulle misure che sono state prese per sostenere il sistema finanziario italiano

In un’audizione che si è tenuta ieri- in videoconferenza– con i membri delle Commissioni riunite Finanze e Attività produttive alla Camera dei Deputati, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini ha spiegato cosa i contribuenti dovranno aspettarsi nei prossimi mesi.

Il Direttore ha dichiarato che entro il 31 dicembre 2020- senza l’intervento della proroga l’Agenzia dovrà emettere 8,5 milioni di atti e di comunicazioni. A monte di questa situazione ci sono gli avvenimenti che si sono susseguiti in questo periodo.

Per i mesi di febbraio e marzo l’Agenzia ha bloccato l’invio di 5,5 milioni tra cartelle (3 milioni) e atti (2,5 milioni). Anche maggio è un mese che rientrerà nello stop previsto per gli accertamenti fiscali, ma se non ci sarà una proroga di due anni sulla moratoria si procederà a notificare quanto sospeso e in scadenza entro il 31 dicembre di questo stesso anno.

L’audizione alla Camera del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, 8,5 milioni tra atti e cartelle pronti a partire

A partire dal prossimo 1 giugno 2020 l’Agenzia delle Entrate rimetterà in moto la sua macchina e potrà cominciare a preparare 8,5 milioni di atti (avvisi bonari, comunicazioni, lettere di compliance) da far recapitare ai contribuenti entro il 31 dicembre 2020. Questo è lo scenario che bisogna attendersi qualora non venga approvata la proroga di due anni che è stata inserita nel Decreto Legge “Cura Italia”. L’avvertimento è arrivato ieri da Ernesto Maria Ruffini, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, che ha parlato alla Camera dei Deputati nel corso di un’audizione.

L’audizione si è tenuta nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle misure per il sostegno del sistema finanziario connesse all’aspetto tributario e alla riscossione. Ovviamente si fa riferimento alla situazione che è stata innescata dal diffondersi del Coronavirus.

La sospensione delle azioni di riscossione, liquidazione e accertamento proprie dell’Agenzia delle Entrate, e prevista dal “Cura Italia”, va dalla data dell’8 marzo 2020 a quella del 31 maggio 2020; il decreto disponeva anche la proroga biennale dei termini di prescrizione e decadenza in scadenza al 31 dicembre 2020. Due settimane fa, il 9 aprile 2020, il Senato ha però cambiato le cose approvando una modifica del decreto: la modifica esclude l’applicazione della proroga biennale dei termini di decadenza.

Affermazioni che non hanno mancato di scatenare critiche, che sono arrivate su Start Magazine da parte di Enrico Zanetti (tributarista ed ex vice Ministro delle Finanze):

L’amletico quesito è: se l’Agenzia delle Entrate voleva una moratoria di due anni delle notifiche degli accertamenti a favore dei contribuenti, perché si era fatta scrivere una proroga di due anni dei termini di accertamento a favore suo?”.

L’audizione alla Camera del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Matteo Salvini: “Mandare al macero le cartelle”

Sui dati che sono stati comunicati dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate alle Commissioni, ha voluto dire la sua anche il leader della Lega Matteo Salvini. L’ex Ministro dell’Interno ha palato ai microfoni di Radio Crc

Otto milioni e mezzo di cartelle dell’Agenzia delle Entrate pronte all’invio? Bisogna mandarle al macero, mi sembra evidente“, e ancoraÈ chiaro che se c’è gente che ha evaso 10 milioni di euro, per quello che mi riguarda, va in galera, ma la stragrande maggioranza di queste cartelle esattoriali sono da poche migliaia di euro, secondo me sarebbe normale chiedere saldo e stralcio: mi dai il 20% dell’importo totale e questa cartella viene stracciata“.

Matteo Salvini ha parlato della necessità di snellire la burocrazia italiana, anche nel settore edilizia, sostenendo che si debba utilizzare lo strumento del condono.

Anche Giorgia Meloni è intervenuta sulla prossima ripresa delle attività dell’Agenzia delle Entrate, e ha lanciato un appello su Facebook per chiedere al Governo di intervenire:

Dal 1 giugno l’Agenzia delle Entrate riprenderà la sua attività di accertamento e notificherà 8 milioni e mezzo di atti, cartelle e comunicazioni: una vera e proprio valanga che travolgerà famiglie e imprese. Non possiamo permetterlo. Fratelli d’Italia chiede al Governo di intervenire oggi stesso con un provvedimento d’urgenza per bloccare questa follia. A Palazzo Chigi non mancano esperti e consulenti per scriverlo. Lo facciano immediatamente“.

Maria Mento

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