Crisi economica: secondo uno studio, il taglio degli stipendi dei manager potrebbe fornire 2,5 miliardi alle casse integrazioni

Molte aziende stanno apportando operazioni di taglio agli stipendi di manager e dirigenti su base volontaria. L’Osservatorio ‘Jobpricing’ ha ipotizzato una situazione nella quale tutte le aziende seguissero questa azione di volontariato.

Taglio degli stipendi dei top manager per assicurare un fondo per le persone in cassa integrazione? L’Osservatorio ‘Jobpricing’ ha analizzato i numeri Istat-Inps ed è arrivato a una conclusione. Se tutti i dirigenti fossero virtuosi e operassero volontariamente un taglio al proprio stipendio in questo momento di crisi, potrebbe nascere un ‘tesoretto’ da più di 2 miliardi e mezzo di euro. Una cifra davvero importante, se consideriamo che il decreto ‘Cura Italia’ ha destinato più di 4 miliardi alla cassa in deroga, che i lavoratori stanno ancora aspettando.

In tre mesi di tagli, quindi, si potrebbe andare ipoteticamente da 750 milioni (10%) a 2,5 miliardi (50%) di risorse da ridistribuire ai colleghi in cassa integrazione e in difficoltà economica.

L’Osservatorio ‘Jobpricing’ ipotizza fino 2,5 miliardi a disposizione delle casse integrazione se tutti i manager si tagliassero volontariamente lo stipendio

Secondo l’Osservatorio ‘Jobpricing’, i tagli agli stipendi dei manager potrebbero andare a coprire i soldi di quasi 850 mila casse integrazioni con massimale a 998 euro. Alcune aziende italiane hanno già deciso di tagliare su base volontaria lo stipendio dei manager, ridistribuendo il tutto tra i lavoratori in cassa integrazione.

Sono ancora moltissimi gli italiani a non poter beneficiare delle risorse stanziate dal Governo. Una situazione che rischia di diventare insostenibile per molte famiglie, alle prese con le spese quotidiane e gli affitti da pagare.