Il fumo è la dipendenza più diffusa tra gli italiani: i dati

Ognuno di noi sa bene che la perfezione non esiste, e che ci sono dei vizi ai quali è davvero difficile resistere. Attualmente è infatti possibile trovare molte situazioni che possono creare dipendenza, come nel caso del gioco d’azzardo, indubbiamente una delle casistiche più note. Non fanno eccezione altre situazioni come la dipendenza da alcool e da sigarette, oltre a quella derivante dall’uso di farmaci e droghe, di sicuro la più pericolosa in assoluto. Senza poi considerare le dipendenze moderne, come quella da social network e da smartphone, oltre ad un altro grande classico come lo shopping compulsivo. Di contro, la più diffusa in Italia riguarda proprio le sigarette, secondo i dati Istat.

Più di dieci milioni di italiani dipendenti dal fumo

Nessuna dipendenza riesce ad avvicinarsi al tabagismo, tanto che in Italia si trovano oltre 10 milioni di persone dipendenti dalle sigarette. Soltanto l’alcolismo riesce ad avvicinarsi a questa quota, fermandosi comunque intorno a 8 milioni di dipendenti in totale, stando ai dati pubblicati da Istat. Per quanto concerne le altre posizioni, l’ultimo gradino del podio viene occupato dalla dipendenza da social network, e questa è una delle sorprese più allarmanti, con oltre 6 milioni di italiani colpiti. Inferiore il dato relativo al gioco d’azzardo e allo shopping compulsivo, mentre sale quello della dipendenza da smartphone.

Come smettere di fumare: consigli utili

Il primo consiglio ha a che fare con le opportunità offerte dalla tecnologia, e riguarda in particolare l’utilizzo delle e-cig. Questi dispositivi elettronici possono infatti diventare dei preziosi palliativi, anche per via della possibilità di comprare sui siti dei rivenditori come Blu un liquido per la sigaretta elettronica contenente nicotina, così da soddisfare inizialmente la dipendenza. Naturalmente ci sono anche quelli senza nicotina, per andare incontro alle esigenze di tutti i fumatori.

Un secondo suggerimento riguarda il supporto psicologico e professionale: in tanti hanno già provato la via dello psicologo e dei centri di recupero, con risultati positivi. Molte persone sono però ancora restie, per due motivi: spesso la dipendenza dal fumo viene sottovalutata, mentre la psicoterapia viene vista con sospetto. Eppure, entrambi i sistemi funzionano sul serio.

C’è una terza opzione che il fumatore può prendere in esame, vale a dire quella di ricorrere ad alcuni “rimedi” tradizionali come i libri scritti da chi c’è riuscito. Queste storie, essendo basate su esperienze reali, possono fornire delle dritte preziose per dire addio al tabacco. Anche perché chi legge sa che chi scrive è riuscito a vincere la sua personalissima lotta contro il fumo.

Infine, c’è un segreto che vale per combattere qualsiasi eccesso, anche a tavola: tenersi occupati e fare attività fisica quando viene la voglia di accendersi una sigaretta. Lo sport produce infatti endorfine, che risollevano l’umore e che di fatto sostituiscono quelle prodotte dall’organismo quando fumiamo. In realtà qualsiasi attività sostitutiva capace di tenerci impegnati e di divertirci può diventare un ottimo palliativo contro la dipendenza da sigarette. Ritornando allo sport, l’attività fisica – oltre ad aiutarci a smettere – ci consente di migliorare la salute di cuore e polmoni.