Lucarelli: “Calciatori privilegiati? Mi incazzo come una bestia”. Ma quanto guadagnano i calciatori?

Cristiano Lucarelli è un ex calciatore noto – oltre per essere stato un grande bomber – per le sue simpatie politiche progressiste.

Attuale allenatore del Catania (compagine che milita in Serie C dopo anni tra Serie A e Serie B), ha deciso di prendere una posizione netta a favore di tutta la categoria che ha rappresentato per un ventennio (quella dei calciatori – per l’appunto) accusata di essere privilegiata (anche in relazione al fatto che potrebbero essere sottoposti a un maggior numero di tamponi nel momento in cui riprendessero ad allenarsi).

Queste le parole di Lucarelli, rilasciate ai microfoni del programma di Radio24 ‘Tutti Convocati’: “Mi incazzo come una bestia quando sento i discorsi sui calciatori privilegiati. Nell’immaginario collettivo il calciatore è sposato con la velina, gira in Ferrari e va in discoteca. In Serie A e B ci sono cinquecento calciatori, in Lega PRO ce ne sono millecinquecento che guadagnano come un lavoratore normale”.

Lo sfogo di Lucarelli: ma quanto guadagnano i calciatori?

Cristiano Lucarelli è stato artefice di questo sfogo in difesa della categoria dei calciatori e viene spontaneo chiedersi: quanto guadagnano effettivamente i calciatori?

Lo scorso luglio l’AIC (Associazione Italiana Calciatori) ha diramato la media degli stipendi delle squadre dei tre campionati professionistici tricolore.

E sono le seguenti:

in serie A, lo medio stipendio annuo è di 700 mila netti (la squadra con gli stipendi più bassi 450 mila netti, quella con gli stipendi più alti 1 milione e 500 mila netti).

In serie B lo stipendi medio annuo è di 120 mila netti (tra i 200 mila netti della squadra con gli stipendi più alti e i 60 mila netti della squadra con gli stipendi più bassi).

In serie C la media degli stipendi è di 25 mila euro netti (con gli stipendi più alti – in circa 10 società – che oscillano intorno ai 70-80 mila euro netti).

In serie C, insomma, c’è davvero chi guadagna cifre da semplice lavoratore: considerare in quel caso privilegiati i calciatori è effettivamente non corrispondente alla realtà.