Filmati di abusi sessuali su Pornhub, su Change.org lanciata una petizione che ne chiede la chiusura

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:38

Pornhub, il sito web canadese di pornographic video sharing, è finito sotto accusa per via della presenza di video che mostrano abusi sessuali su minori. Una petizione ne chiede la chiusura

Pornhub sotto accusa e nel mirino di una petizione. Il famoso sito web di pornographic video sharing avrebbe diffuso dei filmati che mostrano violenze sessuali su minori e dunque è stata avviata una campagna di raccolta firme allo scopo di far chiudere la piattaforma e denunciare i suoi manager per favoreggiamento di traffico di esseri umani. Attualmente, i firmatari della petizione sono 837.519 persone: si deve raggiungere la cifra di un milione per raggiungere il numero di firme richiesto.

Petizione online contro Pornhub, casi di video che mostrano abusi su minori: si chiede la chiusura della piattaforma

Pornhub nella bufera per la diffusione di video che mostrano violenze su minori. Su Change.org è stata lanciata una petizione  a opera di Laila Mickelwait, direttore di “Abolition for Exodus Cry”. La petizione che punta alla chiusura del sito e alla denuncia dei manager che se ne occupano. La questione è seria ed è già approdata nelle aule dei Tribunali.

Il testo della petizione spiega che sulla piattaforma sono finiti video che mostrano abusi sessuali su minori. Viene raccontata la terribile vicenda di una ragazzina di 15 anni, che era scomparsa e che è stata ritrovata proprio attraverso i video comparsi sulla piattaforma. A quanto pare, è stata la madre della giovane a fare la drammatica scoperta: sul sito era sto caricato un film in cui compariva anche sua figlia; oltre a questo film, c’erano altri 58 video in cui si vedeva che la stessa ragazza aveva subito altre violenze. Il responsabile di questi abusi sarebbe stato identificato e adesso dovrà rispondere penalmente di quanto commesso.

Secondo quanto spiegato sempre nel corpo della petizione, ci sono stati altri casi di costrizione sessuale e di altri filmati. Si parla, nello specifico, del caso di 22 donne che con l’inganno sono state costrette a girare film hard da Michael Pratt. A lui fa capo il sito GirlsDoPorn. I filmai incriminati sono finiti su Pornhub e le 22 vittime hanno fatto causa contro Pratt, il quale è stato ritenuto colpevole di produzione e diffusione di materiale pedopornografico. Non è stato possibile arrestato perché l’uomo sarebbe fuggito in Nuova Zelanda. In quanto alle vittime, hanno ottenuto un risarcimento pari a 12,7 milioni di dollari.

Petizione online contro Pornhub, controlli non approfonditi sui contenuti e su chi li invia

Si ritiene che Pornhub sia responsabile di quanto accaduto perché il sito non ha adottato sistemi di verifica che permettano di stabilire con certezza l’età delle persone che prendono parte alla realizzazione dei video poi pubblicati. Inoltre, chiunque può caricare un contenuto. Si legge sulla petizione:

Ad oggi tutto quello che Pornhub chiede come verifica è solo un indirizzo e-mail: nessuna carta d’identità o codice fiscale è richiesto per caricare e diffondere materiale video. In alternativa si può scegliere di diventare utenti verificati del sito semplicemente mandando una  propria fotografia, senza alcuna ulteriore verifica.

Tutto questo cosa significa?

Tutto questo significa che in questo preciso momento su Pornhub potrebbero circolare centinaia se non migliaia di filmati di minorenni vittime di tratta e abusi. Abbiamo già avuto qualche prova al riguardo, come raccontato prima, ma si tratta solo della punta dell’iceberg.

È venuto il momento di chiudere Pornhub e incriminare i suoi manager”.

 Ulteriori informazioni sono reperibili al sito www.traffickinghub.com.

Maria Mento

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!