Reinviata l’elezione del nuovo capo del Movimento 5 Stelle, tutti concordi tranne Casaleggio

Grillo, Casaleggio e Di Maio

Momento difficile per il Movimento 5 Stelle, che reinvia l’elezione del nuovo capo politico. Tra alcune inevitabili polemiche.

Accantonata -o almeno sembra- la crisi che avrebbe seguito un approvazione del Mes, il M5S ha rinviato l’elezione del nuovo capo del movimento. La ragione ufficiale è l’attesa di un momento più sereno e fisicamente sicuro. Ma nell’articolo de Il Fatto Quotidiano si legge come sia stato necessario per “blindare Giuseppe Conte” e “raffreddare le mire da leader di Alessandro Di Battista e rintuzzare Davide Casaleggio“.

Un momento difficile quello all’interno del Movimento, a cui si aggiungono diverse scosse: a partire da Luigi Di Maio che durante una videoconferenza tenutasi martedì in cui ha criticato la nota piattaforma 5stelle, affermando: “Il sistema di voto Rousseau ha portato all’ anarchia“.

Rischi e scossoni per il Movimento 5 Stelle

Mentre ieri Giorgia Meloni ha depositato un ordine del giorno presentato alla Camera contro il MES, a cui attualmente e formalmente i 5Stelle sono contrari, ma come finirà la questione ancora non è certo. Infatti come si legge nell’articolo, Vito Crimi e il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’ Incà hanno avvisato telefonicamente gli eletti che votare l’ordine sarebbe stato “un agguato a Giuseppe Conte”.

L’ordine del giorno è finito così respinto in Aula, con il voto di solo 7grillini tra i più critici verso l’Europa, comunque troppi per Crimi. I cui pensieri attuali sono necessariamente rivolti anche all’elezione del nuovo capo, necessaria dopo le dimissioni di Di Maio, rinviata ieri con il beneplacito di Beppe Grillo. La cui motivazione uficiale è il difficile momento, definito “un’ emergenza senza precedenti”.

Un rinvio che ha trovato l’approvazione di tutti, tranne Casaleggio che ha ipotizzato come “La campagna elettorale la potrebbero far partire ugualmente”, ingiungendo la necessità di un nuovo capo e di una nuova immagine. “Siamo la prima forza parlamentare, ma stiamo dando un’ immagine vecchia con quei parlamentari in mascherina. Piuttosto incentiviamo lo smart working”. Ma il fronte che propende all’attesa è stato compatto, come pure lo scontento riguardo alla piattaforma.

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