Coronavirus, il direttore del Cancer center di Humanitas: “I malati oncologici diventati cittadini di serie B”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:43

Lunga intervista del direttore del “Cancer center” di Humanitas Milano, hub regionale per le cure oncologiche e per il Coronavirus, Armando Santoro, a ‘Libero’.

Nella sua intervista il dottor Santoro si è soffermato su svariati aspetti inerenti il covid e la minor attenzione posta sulle malattie oncologiche.

Di seguito vi riportiamo alcuni passaggi.

Innanzitutto, sull’emergenza coronavirus: “Osserviamo segnali positivi. Sono dieci giorni che la pressione è allentata, il pronto soccorso è meno affollato e diminuiscono i pazienti Covid, sia come ricoveri che come terapie intensive”.

Ma non bisogna abbassare la guardia, nella fase 2: “Quello che mi preoccupa è la reazione delle persone. Non sono convinto che gli italiani abbiano realizzato che il lockdown era indispensabile per ridurre i picchi della malattia e la sofferenza del sistema sanitario nazionale. Invece è stato fondamentale e nulla potrà tornare come prima”.

Quindi, venendo alla minore attenzione che si ha in relazione alle altre malattie, nell’era della pandemia: “È un’ impressione corretta, e mi spingo un po’ più in là nella provocazione. Mi domando se i malati oncologici siano diventati cittadini di serie b e se si siano dimenticate tutte le altre patologie. La pandemia è stata enorme per virulenza e gravità, però ha fatto mettere da parte le altre malattie e questo è un errore imperdonabile“.

Un errore imperdonabile perché “in Italia sono morte 25mila persone per Covid. Ma 70mila muoiono ogni anno di fumo, parte per tumore ai polmoni e parte per patologie cardio respiratorie. Non sminuisco l’ allarme, ma i numeri vanno letti in modo critico”.

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