“Governissimo”, la Lega potrebbe scindersi? Parla Maurizio Belpietro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:34

I risultati degli ultimi sondaggi elettorali, unitamente ai dissapori che serpeggiano all’interno della Lega, stanno dando vita a degli scenari politici che potrebbero verificarsi nell’immediato futuro

La situazione assolutamente straordinaria che l’Italia (ma non solo) sta vivendo a causa del Coronavirus, i risultati dei sondaggi che mostrano come la Lega sia in grave difficoltà e il fatto che ci siano dei malumori interni allo stesso partito, sono tutti elementi che stanno facendo ipotizzare degli scenari politici futuri clamorosi. Perché clamorosi? Perché, secondo delle voci che stanno iniziando a circolare, la Lega sarebbe a un passo da una scissione.

La parte meno intransigente del Carroccio, nel caso in cui si concretizzasse questa possibilità, potrebbe andare a incrementare le fila di un “governissimo” che metterebbe insieme M5S, PD, Leu, Italia Viva e Forza Italia. Insomma, alcuni membri dei partiti politici “big” di maggioranza e minoranza schierati dalla stessa parte. Ecco cosa ci rivela Maurizio Belpietro in un suo pezzo scritto per “La Verità”.

La Lega potrebbe dividersi? Si parla di un fronte che coinvolgerebbe Giorgetti e Zaia

Pare che qualcuno stia lavorando per dare vita a una scissione della Lega che vedrebbe come protagonisti Giancarlo Giorgetti (ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri durante il primo Governo Conte ) e Luca Zaia, l’attuale Governatore del Veneto.

Non sappiamo se questo stato di cose– di cui si sta parlando anche sui media, da qualche giorno- corrisponda a quanto stia realmente accadendo in seno al partito, ne sé effettivamente ci siano le condizioni giuste per portare avanti (in questo preciso momento) una scissione. Quel che  certo è che secondo questo “pettegolezzo” politico i  presunti “dissidenti” starebbero approfittando di un momento di debolezza di Matteo Salvini, in perdita anche nelle percentuali di gradimento come leader.

La Lega potrebbe dividersi? Nel passato del partito altri tentativi di scissione (non andati a segno)

Maurizio Belpietro va indietro nel tempo e torna allo scontro tra Umberto Bossi, leader storico della Lega Nord, e il suo vice Franco Castellazzi. Correva l’anno 1991:

“(…) Nel 1991, fra il Senatur e il vice sorsero alcuni contrasti dovuti ai rapporti con il Psi e la Dc e in quattro e quattr’ otto Castellazzi, che all’ epoca era consigliere regionale lombardo, fu fatto fuori e sostituito ai vertici della Lega da Francesco Speroni. Contro l’ ex numero due si scagliarono in tanti, Gianfranco Miglio compreso, e nonostante in seguito l’ ex presidente abbia provato a ritornare nella mischia con una lista autonomista padana, fondando anche un movimento che si presentò alle elezioni provinciali, in poco tempo sparì dalla scena (…)“.

Il giornalista e conduttore ripercorre anche le esperienze di Luigi Negri, di Roberto Maroni e di Flavio Tosi, e sottolinea come in diverse occasioni- in questi decenni- si sia tentato un colpo di mano che non è mai riuscito.

Maria Mento

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