Sondaggi politici, la Lega perde consensi: la critica alla leadership di Matteo Salvini

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:52

Gli ultimi sondaggi politici hanno visto il crollo della Lega, e in molti adesso stanno sottolineando questo risultato mettendolo a confronto con gli inizi dell’era Salvini. Si chiude un’epoca?

Il tonfo della Lega nei sondaggi politici (quasi -6% di consensi in un solo mese) conduce a delle riflessioni che ci riportano indietro, ai tempi in cui Matteo Salvini ha preso le redini del partito. Era il 2013 e nessuno poteva immaginare che una Lega (ancora Nord) che viaggiava intorno al 4% dei consensi sarebbe potuta diventare il primo partito politico del Paese.

Oggi, dopo mesi passati a cavalcare la cresta dell’onda, abbiamo un crollo dei  dati che- come ha sottolineato La Stampa– ha messo d’accordo un po’ tutti gli Istituti che si occupano di effettuare le rilevazioni: una caduta che si aggira sulla cifra del 25%, cifra ben diversa da quelle che vedevano il Carroccio stimato a oltre il 30% dei consensi.

Il crollo della Lega nei sondaggi, cresce il malumore interno al Carroccio

Ixè registra il 25,9% dei consensi, Pagnoncelli il 25,4% (come Ipsos), mentre Euromedia riporta cifre tra il 27 e il 28%. Sono i dati relativi al gradimento ottenuto dalla Lega secondo gli ultimi sondaggi politici, e il crollo del partito è lampante se si pensa che solo l’anno scorso Matteo Salvini e compagni ottenevano consensi che superavano il 30%.

Calo di gradimento che corre, di pari passo, alla crescita di malumori interni sempre più evidenti nei confronti delle posizioni politiche ribadite dall’ex Ministro. C’è infatti chi, come Giancarlo Giorgetti, vorrebbe un partito maggiormente moderato e più aperto al dialogo.

Per molti, spiega  ancora La Stampa, il problema starebbe nelle persone che affiancano Salvini. Ci sono delle giovani leve che pensano troppo alla propaganda sui social networks e non a fare politica, in sostanza.

Il crollo della Lega nei sondaggi,

Gli argomenti solitamente usati da Salvini in campagna elettorale non hanno mordente sui cittadini. Non con l’emergenza che l’Italia si sta trovando ad affrontare, e anche su questo fronte la Lega non è esattamente tranquilla. Dei grattacapi nascono appunto da come la pandemia è stata gestita in Lombardia, e anche sul Mes è arrivata una presa di posizione berlusconiana che spacca- e se non lo fa, di certo, contribuisce a rendere tesi i rapporti- la coalizione del centrodestra.

C’è poi chi sostiene che la caduta della Lega sia dovuta ai ripetuti errori commessi da Salvini, esattamente da quando si è messo fine al primo Governo Conte con la speranza di potersi trovare lui alla guida dell’esecutivo. Speranza svanita di fronte al muro alzato da PD e M5S. A parlare è Gianni Fava, ex assessore lombardo:

Il sovranismo è morto prima di nascere. E da agosto in poi, quando ha fatto cadere il Conte I per ritrovarsi con il Conte II, e senza di lui, il segretario non ne ha azzeccata una. Ma i dirigenti non si ammutineranno. Non c’ è un altro leader, e quelli possibili come Giorgetti o Zaia non sono dei barricadieri“.

Secondo altri, e citiamo ad esempio Alessandra Ghisleri (Euromedia), alla politica di Salvini è venuto meno l’elemento della piazza. Certo, la pandemia ha modificato e di molo gli assetti della comunicazione, ma bisogna anche far notare che Roberto Weber (IXè) spiega che la Lega non ha iniziato a perdere consensi adesso: i dati sono in calo da novembre, e quindi da prima che l’Italia entrasse a contatto con la nuova realtà del Coronavirus.

Maria Mento

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