Concerti a pagamento in streaming: l’innovazione di Davide Di Rosolini ai tempi del coronavirus

Sono tempi duri per gli artisti.

Se è noto che gran parte dei propri ricavi giungono attraverso i live, per molti di loro si tratta di un momento davvero difficile – considerando l’impossibilità di effettuare concerti a causa dell’emergenza coronavirus.

C’è chi si è ingegnato ed ha deciso così di iniziare una serie di concerti in streaming – a pagamento.

Lo ha fatto Davide Di Rosolini, cantautore e musicista siracusano.

E tra i primi in Italia ad offrire la propria arte in streaming ma a fronte del pagamento di un biglietto virtuale.

E stato lo stesso a raccontarlo a repubblica.it: “Ed è andato bene perché sono riuscito a coinvolgere in ogni appuntamento persone di diverse città italiane, accorciando le distanze e i costi. Hai un teatro illimitato, finché non crolla la piattaforma che tiene su tutto”.

Di Rosolini, che è uno stacanovista dei live (arriva a cento date all’anno), ha deciso così di far pagare per questo tour virtuale intitolato ‘Contagia’ e composto da quattro date 3 euro a concerto (10 euro per l’intero tour).

Risultato? 160 spettatori paganti: un discreto risultato per lui.

In realtà, la prospettiva che i concerti virtuali rappresentino l’immediato futuro dell’entertainment è nulla di troppo innovativo (potete leggere dell’ipotesi in questo articolo) ma il fatto che dall’ipotesi si sia passati all’applicazione rappresenta un deciso passo avanti verso la virtualizzazione della performance artistica.

Per spiegare il perché della scelta di farsi pagare, Di Rosolini ha detto: “Chi ha fatto gli streaming gratis per me ha sbagliato: perché i notai si fanno pagare e noi no? Anche noi abbiamo diritto di vivere, soprattutto perché siamo tra i più svantaggiati dalla crisi: la maggior parte dei locali che ci ospitava, probabilmente chiuderà”.

E così, a fronte della chiusura dei locali, Di Rosilini ha fatto sviluppare una piattaforma (www.musicistiuniti.com/tfse) ed ha fatto partire questo “tour virtuale” (durante il quale si può anche commentare – un po’ come nella vita reale, quando nei concerti si prova ad attaccare bottone con gli altri fan).

Anche durante il tour virtuale le location – per quanto interne alla casa – sono andate cambiando di data in data: un concerto lo ha fatto dentro l’armadio di casa, uno sul gabinetto, un altro in cucina e un altro ancora sul soppalco.

Anche questo è un modo di fare spettacolo.

“Non so perché gli altri non lo facciano, forse i big si stanno attrezzando per far reggere nello stesso momento migliaia di spettatori”: così ha commentato Di Rosilini, invitando chi vuole a usare la sua piattaforma.

In attesa di tornare sul placo, meglio così che niente: “L’energia non è la stessa, il pubblico manca. Ma in questo periodo è meglio di un calcio sul sedere”.

(Nella foto, Di Rosolini su un palco reale)