Tempi duri per Salvini, polemiche con Fratelli d’Italia e Feltri lo scarica: “E’ timoroso, incerto. Fuori le palle”

Sono tempi duri davvero per Matteo Salvini.

Abbiamo già parlato delle presunte frizioni interne alla Lega, ma pare che ci siano problemi anche con gli altri azionisti dell’opposizione e specialmente con Fratelli d’Italia – in crescita costante nei sondaggi.

Lo sottolinea Dagospia evidenziato la frecciatina del leader della Lega durante una delle sue canoniche dirette Facebook: “Come si risolvono i problemi? Non andando a manifestare per un quarto d’ora in piazza, lo dico, con massimo rispetto alla politica”.

Il riferimento nemmeno troppo velato è al flash mob organizzato oggi da Fdi davanti Palazzo Chigi con 70 tra deputati, senatori e europarlamentari in piazza “per chiedere il rispetto della Costituzione”.

Una frecciatina cui ha fatto seguito la risposta di Fratelli d’Italia (dopo che Salvini ha tuonato: “Siamo pronti a stare giorno e notte in parlamento in attesa di risposte dal governo”) riportata sempre da Dagospia: “Tutti in parlamento? Senti chi parla!”

Il riferimento è all’accordo tra Lega e PD per continuare con l’autoriduzione delle presenze dei parlamentari (per ragioni sanitarie, ad onor del vero – dal canto suo Fdi ormai dieci giorni fa ha scritto a Fico: “Fratelli d’Italia ritiene non più sostenibile il contingentamento delle presenze dei deputati durante le sedute d’Aula anche alla luce delle recenti scelte del Governo”).

Tempi duri per Salvini, lo scarica pure Feltri

E dalle pagine del suo Libero anche il direttore Vittorio Feltri scarica Matteo Salvini (che a sua volta – per ovvie ragioni – lo ha scaricato in relazione alla polemica sui meridionali inferiori):

“Matteo Salvini procede a tre cilindri e non riesce a darsi una mossa che non sia falsa.

È timoroso, incerto, ha smarrito le energie che lo avevano condotto ai vertici, mettendo a soqquadro i palazzi del potere, che egli ha consegnato gratis ad ex amici e nuovi nemici. In pratica è stato espulso dal campo con il cartellino rosso di Nicola Zingaretti fra gli applausi di Luigi Di Maio e soci senz’arte. Seguita a comparire in televisione però non incide se non quando si tratta di dire che io sono un coglione perché, senza volerlo, avrei offeso i meridionali, affermando che alcuni di essi sono inferiori economicamente, non certo intellettualmente, rispetto ai settentrionali”.

E a fronte di questo rimbrotto a Salvini, giunge l’endorsement alla “terrona” (sic) Meloni:

“A questo punto morto devo constatare che l’unico personaggio all’altezza di contrastare gli affossatori del Paese è Giorgia Meloni, la quale è una terrona superiore ai padani: combatte, sale nei sondaggi, mette all’ angolo Lilli Gruber, ormai avviata a diventare direttore del Corrierino dei piccoli, e ci sarà da ridere. Insomma ci affidiamo a questa ragazza di talento nella speranza che riesca a dare una svegliata a Salvini, un grande leader di ieri che auspichiamo lo ridiventi domani. Egli è un treno e non può avere l’ andatura di un monopattino. Coraggio. Fuori le palle”.