Coronavirus, l’uscita dal lockdown degli altri: ecco come funziona in Francia sul sottile filo tra incoscienza ed eccessiva prudenza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:06

A differenza della Spagna – che ha già previsto quattro fasi – in Francia se ne prevede una solamente, che verrà rivista ad inizio giugno.

Il piano annunciato dal governo al parlamento durerà tre settimane e inizierà l’11 maggio. In base all’andamento dell’epidemia, sarà quindi rivisto il 2 giugno.

Solo allora potrà eventualmente cominciare una fase 3 che esaminerà la riapertura di bar, ristoranti, ma anche delle attività culturali, e degli spostamenti a lunga distanza per vacanze.

Come sottolineato dal premier Édouard Philippe: “Troppo incoscienza, e l’epidemia riparte. Troppa prudenza, e il Paese crolla”.

E dinnanzi alla richiesta dell’opposizione di destra di anticipare e velocizzare la riapertura (sembra un plot comune nel Vecchio Continente), Philippe ha frenato sottolineando: “Il rischio di un rimbalzo dell’epidemia dopo l’11 maggio è forte”.

E così ecco cosa cambierà dall’11 maggio.

Innanzitutto, per quanto riguarda le scuole, riapriranno solo materne ed elementari, con mascherine fornite a tutto il personale (nessun obbligo di protezione per i piccoli). L’eventuale riapertura di medie e licei slitta di qualche settimana.

Anche in Francia – come in Spagna – le riaperture saranno differenziate area per area: i 101 dipartimenti francesi, l’equivalente delle nostre province, saranno divisi tra zone rosse e zone verdi, in base al fatto che una zona sia più o meno colpita. Le misure saranno quindi differenti: nei “dipartimenti rossi” non potranno riaprire parchi e giardini pubblici.

Posizione netta per quanto riguarda lo sport: il campionato di calcio è concluso e nessun evento sportivo sarà autorizzato fino a settembre.

I luoghi di culto potranno aprire ma senza messa o altri eventi che provocano assembramenti, almeno fino al 2 giugno.

Per i mezzi pubblici sarà obbligatorio l’uso della mascherina così come la distanza di sicurezza (come in Italia, anche se in Italia sono già sorte polemiche sul secondo punto).

Autocertificazione obbligatoria per gli spostamenti oltre i 100 chilometri dal domicilio, autorizzati solo per motivi professionali o famigliari impellenti.

Potranno riprendere tutte le attività commerciali (compresi parrucchieri, centri estetici e fiorai) ma non bar e ristoranti. Restano chiusi anche il Louvre e gli altri musei, oltre a cinema e teatri.

Nessuna traccia – almeno al momento – dell’applicazione StopCovid per il contact tracing. Come ammesso candidamente da Philippe: “Non posso ancora dirvi se funziona e come”.

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