Coronavirus, l’uscita dal lockdown degli altri: ecco come funziona in Spagna – verso una nuova normalità

Dopo Stati Uniti e Italia è il paese che ha pagato il tributo più alto in termine di vittime.

E’ la Spagna, con oltre 23mila decessi fino a oggi (e più di 210mila casi confermati – 102mila le persone guarite).

Un po’ come l’Italia, vive una fase di miglioramento e per questo il governo pianifica già quello che sarà il post lockdown (quello che loro chiamano confinamiento, preferendo termini autoctoni).

Innanzitutto bisogna riportare le parole di Fernando Simón, responsabile del Centro spagnolo per il coordinamento delle emergenze sanitarie, in relazione ai dati diramati ieri: “I dati odierni sono sulla scia della tendenza molto favorevole degli ultimi giorni”. Dati che “infondono speranza” anche se “bisogna seguire con cautela l’evoluzione dell’epidemia per garantire ci sia una reale assenza di rischio”.

E sarà massima la cautela con cui la Spagna si avvierà verso quella che definiscono “nuova normalità”.

Una cautela che prevede un’uscita dal lockdown in quattro fasi, già definite (a differenza dell’Italia dove al momento si naviga a vista).

Le fasi dovrebbero durare circa 15 giorni e prevedono differenze sul territorio nazionale (Madrid – ad esempio – cercherà di sfruttare al massimo l’autonomia garantitale dalla costituzione).

Per il momento sarà vietato muoversi tra le singole zone o provincie interessate ed è confermato l’obbligo di mascherina fino a che non sia disponibile un vaccino o una cura terapeutica contro il coronavirus.

Uscita dal lockdown, le quattro fasi previste dalla Spagna

Fase 0: è la fase in cui la Spagna si trova al momento. E’ stato previsto qualche allentamento generico al lockdown (è prevista la possibilità di uscita quotidiana per gli under 14 e, a partire dal 2 maggio, è prevista la possibilità di poter passeggiare o fare sport individualmente). Dal 4 maggio nelle isole di Formentera e tre delle Canarie apriranno alcuni negozi su preappuntamento e bar e ristoranti verranno autorizzati a fornire un servizio a domicilio.

Fase 1: è prevista l’apertura dei piccoli negozi osservando le norme di distanziamento sociale. Ancora chiusi i centri commerciali. Bar e ristoranti potranno aprire solo le zone esterne, al 40% della capacità. Gli alberghi funzioneranno ma senza aprire le zone comuni. In questa fase è prevista l’apertura anche per i luoghi di culto (a un terzo della propria capacità).

Fase 2: in questa fase (qualora ovviamente vengano raggiunti gli obbiettivi epidemiologici previsti dalla fase precedente) bar e ristoranti apriranno anche le sale interne – a un terzo della capacità. Le scuole riapriranno per accogliere i bambini minori di sei anni i cui genitori lavorino entrambi o per svolgere attività di sostegno (la normale attività scolastica riprenderà a settembre). Riapertura prevista per cinema, musei e spazi culturali (sempre a un terzo della capacità e comunque non oltre 50 persone negli spazi chiusi e 400 all’aperto). Prevista anche la ripresa dei campionati sportivi professionistici. I luoghi di culto potranno ampliare la propria capacità al 50%.

Fase 3: prevista maggiore flessibilità per gli spostamennti fra le provincie e i negozi potranno ampliare la capacità al 50% – sempre rispettando però le regole del distanziamento sociale.

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