Coronavirus, l’uscita dal lockdown degli altri: in Germania riaperture a singhiozzo con un dato in peggioramento

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:05

Abbiamo già scritto di come affronteranno Spagna e Francia il ritorno alla normalità post coronavirus.

Post prima ondata di coronavirus, ad onor del vero, ché nessuno ne esclude di altre (finché non verrà introdotto e diffuso un vaccino).

Continuiamo con l’uscita dal lockdown degli altri, parlando della Germania.

Coronavirus, Angela Merkel

In Germania sono passati già dieci giorni dalle prime riaperture (anche se il lockdown resta in vigore fino al 3 maggio).

Sono stati riaperti i negozi di dimensione inferiore agli 800 metri quadrati (insomma, tutto ciò che non sia un mall), le concessionarie automobilistiche, i negozi di bici e le librerie.

Nonostante ciò, parrebbe che i tedeschi siano poco propensi a tornare ad acquistare nei negozi come facevano prima della pandemia.

Da lunedì prossimo verranno riaperti i parrucchieri e i campi da gioco per bambini nei giardini pubblici.

Mentre rimangono chiuse palestre, ristoranti e bar.

L’uso delle maschere è fortemnte raccomandato, ma non è obbligatorio.

Per quanto riguarda le scuole, in alcuni Länder gli studenti di licei e scuole medie sono tornati sui banchi à- a Berlino alcune scuole hanno permesso agli studenti all’ultimo anno di ritornare in classe a patto che vestano le mascherine e che si siedano ben distanti tra loro (da notare come anche in Germania, come in Spagna e Francia, le riaperture sono avvenute su base locale. In Italia qualsiasi scelta autonoma – come quella calabrese di cui s’è parlato a partire da ieri sera – ha destato enormi polemiche).

Nuove decisoni dovrebbero essere prese il 6 maggio, anche se i dati al momento non sono molto incoraggianti: il tasso di contagio è infatti risalito a 0,9 (ogni persona infetta ne contagia quasi un’altra, stando ai dati diffusi dal Robert Koch Institute). In precedenza, il tasso di infezione era sceso fino a 0,7.

C’è però chi scrive che la situazione non è poi così peggiorata.

Anche in questo caso, difficile capire quale sia l’interpretazione corretta.

Possiamo solo attendere le prossime misure dell’esecutivo tedesco e le parole della Merkel per tastare il polso della situazione.

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